Nota del Cardinale Vicario sul caso Englaro

«Le notizie che giungono da Udine dell’applicazione delle procedure che nel giro di pochissimi giorni condurranno inesorabilmente alla morte Eluana Englaro ci lasciano sgomenti e preoccupati per la vita di questa persona, verso la quale nutriamo sentimenti di rispetto e di sincero amore cristiano, e per le conseguenze che ne potranno derivare nel sentire collettivo su un tema così delicato. La scienza medica finalizzata da sempre a curare la salute è messa a servizio della morte. Non possiamo poi accettare che nel nostro paese, patria del diritto, in nome del rispetto formale di una sentenza, fondata in definitiva sulla ricostruzione altamente opinabile (per mille ragioni) della volontà  della persona, si rinunci ad escogitare – con l’impegno di tutti necessitato da una grande causa – strumenti giuridici legittimi che, in forza dell’equità , cioè della giustizia al caso concreto, possano salvare la vita di una persona che non è in grado di difendersi da sola. Summum ius, summa iniuria! Registriamo con dolore una nuova sconfitta della ragione fondativa del diritto che è la difesa dell’uomo e la tutela dei suoi diritti fondamentali, tra cui la nutrizione e l’idratazione. La rinuncia a questi supremi principi di ogni ordinamento, ancorato ai valori di una sana laicità  dello Stato, contribuiranno ad alimentare quella “cultura di morte”, i cui segni si manifestano ogni giorno di più nel nostro paese.
La comunità  cristiana di Roma, che domani conclude con la “Festa della famiglia” la settimana di riflessione sulla vita, prega il Signore perché illumini i responsabili delle istituzioni ad adoperarsi, con ogni mezzo, per la promozione del bene comune, anzitutto attraverso norme giuridiche conformi all’ordine morale oggettivo. Invito le comunità  parrocchiali ad unirsi nella preghiera alla celebrazione eucaristica, che presiederò nel Santuario del Divino Amore, alle ore 11».
Card. Agostino Vallini, 7 febbraio 2009

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