Un gemellaggio tra scuole africane e romane. Mettere insieme le intelligenze del Nord e del Sud del mondo. La proposta al convegno sull’Africa organizzato in occasione del Sinodo.
«Mettiamo insieme l’intelligenza del Nord e del Sud del mondo, vogliamo tutti che l’Eurafrica sia una realtà grazie al partenariato delle materie grigie e non delle materie prime». Le parole dell’arcivescovo di Kinshasa Laurent Monsengwo Pasinya rendono il senso del convegno che si è tenuto il 19 ottobre 200 nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma.
“Africa. Quale partnership per la riconciliazione la giustizia e la pace?” si è tenuto infatti in occasione della seconda assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi.
Il sindaco Gianni Alemanno ha accolto gli ospiti, molti vescovi che partecipano al Sinodo e esponenti delle istituzioni e di organizzazioni sociali italiane e romane. «Roma — ha spiegato il primo cittadino aprendo i lavori — è al confine tra il Nord ed il Sud del Mondo e può quindi essere un ponte per l’Africa essendo anche impegnata nella cooperazione decentrata». Su questo ruolo di cerniera ha riflettuto anche Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che ha parlato del ruolo tradizionalmente ospitale della città : «Il capitale di speranza e la forza di sacrificio degli africani li conosciamo bene — ha spiegato Riccardi — a Roma c’è da sempre uno spirito amico e solidale con l’Africa e la loro grandissima forza deve essere un capitale non solo per il loro continente ma anche per il resto del mondo».
Ma in che modo realizzare un partenariato equilibrato? Per Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri, la strada è quella di una «governante paritaria, dove i progetti vedano una partecipazione attiva dei Paesi che stanziano i fondi e di quelli beneficiari. L’ideale, soprattutto in Africa, è quello di arrivare a vedere il continente realmente protagonista dei progetti di cooperazione». In questo contesto la Chiesa ha un ruolo «fondamentale — ha sottolineato Belloni —: i principi di uguaglianza e giustizia sociale infatti sono alla base di ogni progetto di cooperazione».
Sul tema dell’educazione è intervenuto invece il cardinale Polycarp Pengo, presidente del Secam (Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar), che ha lanciato l’idea di un gemellaggio tra il Comune di Roma e le scuole africane. In Tanzania, nazione di origine di Pengo, come negli altri Paesi africani, «è forte il divario tra scuole private e pubbliche, incapaci di formare la classe dirigente di domani, e creando quindi i presupposti per una perenne fragilità dei governi africani». E l’assessore alla Scuola del Campidoglio Laura Marsilio ha accolto la proposta, lanciando l’idea di gemellare scuole romane con scuole di un Paese africano e di altre nazioni del Sud del mondo, in modo che si possa «promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle situazioni scolastiche dei Paesi in via di sviluppo. Conoscere e valorizzare le realtà lontane significa promuovere il tema della solidarietà e del rispetto reciproco».
Lascia un commento