Presentata il 6 maggio 2009 in Campidoglio la riforma approvata dal Parlamento il 29 aprile su Roma Capitale, nell’ambito del disegno di legge sul federalismo fiscale. Nuovo assetto istituzionale, nuove competenze e più fondi per svolgere al meglio il ruolo di capitale del Paese.
“Una svolta storica”, commenta il Comune in una nota, che permetterà finalmente a Roma di avere una governance all’altezza del suo ruolo di capitale nazionale e internazionale.
Più poteri, dunque, in materie strategiche come pianificazione del territorio, edilizia pubblica e privata, mobilità e trasporti, beni culturali, sviluppo economico legato al turismo, protezione civile, verranno trasferiti a Roma Capitale dallo Stato e dalla Regione.
Altre novità di rilievo: il Consiglio Comunale prenderà il nome di “Assemblea Capitolina” e il nuovo ente territoriale dovrà darsi un nuovo statuto, entro sei mesi dal decreto attuativo.
Il decreto legislativo disciplinerà inoltre i raccordi istituzionali e il coordinamento tra Roma Capitale, Regione e Provincia, lo status dei membri dell’Assemblea, il trasferimento delle risorse umane e dei mezzi e l’assegnazione di ulteriori risorse finanziarie.
Sempre con apposito decreto si stabilirà l’attribuzione alla città di Roma di un proprio patrimonio e il trasferimento di beni dello Stato, non più funzionali alle esigenze dell’amministrazione centrale.
La riforma si completerà con l’istituzione della Città Metropolitana di Roma che alle funzioni di città metropolitana sommerà quelle di Capitale della Repubblica.
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