Solidarietà : staffetta per pachistano aggredito a Roma

Una catena di solidarieta’ per Basharat Ali, il commerciante pachistano aggredito alla fine del mese di marzo nel quartiere romano di Tor Bella Monaca mentre si recava al suo negozio di frutta e verdura e ancora oggi ricoverato in ospedale in gravi condizione di salute.
Da qualche settimana, infatti, un gruppo di cittadini, italiani e stranieri, si danno il cambio due volte a settimana alla guida del furgone di Basharat per acquistare i prodotti ortofrutticoli all’ingrosso. Accompagnano il fratello che non guida mentre la moglie apre il negozio, assicurando in questo modo la prosecuzione dell’attivita’ commerciale.
Il gruppo – composto attualmente da sei persone che si alternano in maniera regolare a cui se ne aggiungono altre 4-5 che hanno offerto una disponibilita’ piu’ saltuaria – si e’ formato in seguito all’appello di Ali Naqui, un cittadino pachistano di 40 anni che risiede in Italia da lungo tempo e oggi lavora in un centro commerciale.
La famiglia doveva comunque pagare l’affitto del negozio, non sapevano bene come andare avanti e si erano ridotti ad andare a fare gli acquisti all’ingrosso con le buste della spesa. Per questo ho deciso di lanciare un appello”.
L’appello, rivolto a tutte le persone in possesso della patente B in grado di guidare un furgone adibito al trasporto di frutta e verdura, e’ stato ripreso da alcuni organi di informazione e ha fatto il giro delle mailing list di gruppi e associazioni impegnate nella solidarieta’ e nella difesa dei diritti.
E la risposta non si e’ fatta attendere. Alla domanda di aiuto hanno comunque risposto persone di tutti i tipi: insegnanti, impiegati, studenti.
Oggi il commerciante pachistano aggredito sta un po’ meglio: non e’ piu’ in prognosi riservata, le sue condizioni di salute vanno lentamente migliorando e ha ripreso a seguire il lavoro dal letto d’ospedale indirizzando la moglie e il fratello che hanno preso in mano le redini del negozio. Anche gli affari cominciano a riprendersi e le vendite, che nei primi giorni dopo l’aggressione erano crollate, sembrano essere tornate agli stessi livelli di prima.
“La catena di solidarieta’ che si e’ creata per Basharaf rappresenta una sorta di nuova economia – dice Nacqui. – Abbiamo incanalato le energie per aiutare chi ne ha realmente bisogno”.

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