Lunedì 16 novembre 2009 alle ore 11 il Santo Padre Benedetto XVI si reca alla sede della FAO a Roma in occasione dell’apertura del Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare (16-18 novembre), che avrà luogo nel contesto della 36.ma sessione della Conferenza della FAO (18-23 novembre).
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Si apre lunedì 16 novembre 2009 a Roma, presso la sede centrale della FAO, il Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare, teso a conseguire il più ampio consenso dei capi di Stato e di Governo ai fini della rapida e totale eliminazione della fame dal Pianeta; prende parte alla seduta inaugurale alle ore 11 il Santo Padre Benedetto XVI, accompagnato dal Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone.
I lavori del Vertice affrontano un fenomeno – quello della fame e della precarietà alimentare – che nel 2009 si è ulteriormente aggravato, facendo registrare 1,02 miliardi di sottoalimentati, il picco più alto dal 1970. Ad essere colpiti dalla sottonutrizione sono soprattutto i Paesi poveri che hanno maggiormente risentito degli effetti della crisi economica mondiale, in particolare del calo delle entrate da esportazioni, degli aiuti allo sviluppo, degli investimenti esteri, dell’occupazione: una realtà “fotografata” da FAO e PAM (Programma Alimentare Mondiale) nel loro ultimo rapporto congiunto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo (ottobre 2009).
L’eliminazione radicale della fame – obiettivo primario del Vertice – comporta un duplice impegno: assicurare una produzione alimentare sufficiente a nutrire una popolazione mondiale che nel 2050 avrà raggiunto i 9 miliardi di persone e garantire a tutti l’accesso ad una alimentazione sufficiente, essenziale per una vita attiva e sana.
E’ inoltre necessario approntare un sistema di governance della sicurezza alimentare più coerente ed efficace a livello nazionale ed internazionale, rendere i Paesi in sviluppo più competitivi sui mercati mondiali, mobilitare consistenti investimenti pubblici e privati a favore dell’agricoltura, mettere a punto meccanismi di reazione rapida in caso di crisi alimentare, varare strategie di informazione sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sull’attenuazione dei loro effetti. Le tre giornate della consultazione prevedono sessioni in plenaria, con le allocuzioni dei capi di Stato e di Governo, dei capi delegazione e degli inviati speciali e tavole rotonde, in cui saranno affrontati temi quali la riduzione dell’impatto della crisi economico-finanziaria sulla sicurezza alimentare, l’attuazione della riforma della governance mondiale della sicurezza alimentare, l’adattamento ai cambiamento climatici e l’attenuazione dei loro effetti, l’adozione di misure tese all’incremento della sicurezza alimentare.
Nel quadro del Vertice sono stati organizzati tre eventi al fine di sensibilizzare diversi settori della società sui contenuti e le sfide dell’incontro stesso. Un forum della società civile ha riunito a Roma nei giorni 14-16 novembre le principali categorie sociali coinvolte nelle problematiche onde fornire loro gli elementi essenziali per contribuire al Vertice; vi hanno preso parte agricoltori, esponenti di popolazioni autoctone, donne, giovani e ONG, la cui dichiarazione congiunta sarà presentata alla plenaria della FAO. Un secondo forum del settore privato si è svolto a Milano il 12 e 13 novembre, con la collaborazione del Comune cittadino e degli organizzatori dell’Esposizione universale del 2015 dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”; l’appuntamento ha dato a dirigenti di imprese della filiera agroalimentare la possibilità di scambiare punti di vista sui rischi e le cause di una crisi alimentare e di individuare soluzioni concrete alle quali le società possono contribuire. Una riunione interparlamentare si è infine tenuta a Roma il 13 novembre per iniziativa della Camera dei Deputati e del Senato italiano, presenti i presidenti dei parlamenti dei paesi membri della FAO; nel corso dell’incontro è stato discusso il ruolo dei parlamenti nazionali nell’affrontare i problemi dell’agricoltura, della fame e della sicurezza alimentare, particolarmente in tempi di crisi globale.
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