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In queste settimane abbiamo fatto alcuni controlli alla nostra bimba di due anni, perché il pediatra si è accorto che cresce poco. Dalle analisi risulta un’intolleranza al latte e sospetta celiachia (per la quale dobbiamo ancora aspettare i risultati di un esame particolare).
Sono tutte cose non gravi e gestibili con un po’ di pazienza in più, ma quando sono andata in ospedale al “Bambin Gesù” e mi hanno detto questo mi è venuto spontaneo un: “E no!”, soprattutto al pensiero di doverla riportare spesso in ospedale, visto che da poco abbiamo finito di curare la sua displasia alle anche…
Mentre la dottoressa parlava, mi sono detta: “Dio pensaci Tu”. Sono uscita dal reparto e ho trovato una mamma che piangeva per una malattia gravissima del suo bambino e dopo 5 minuti mi ha raggiunta un nostro amico che lavora lì che mi ha raccontato della sua tesi di laurea sulla “Provvidenza” ed ho capito subito che “Ci aveva pensato” a non farmi chiudere in questa “mia” preoccupazione – non me ne ha dato nemmeno il tempo – ma aprendomi il cuore sul mondo. Io e mio marito cerchiamo di vivere così questi mesi… anche insieme a voi!Â
Marina
Lunedì scorso, uscendo di casa, abbiamo trovato la macchina aperta, le serrature rotte, tutto all’aria e sporco; forse avevano tentato di rubarla, ma hanno portato via gli auricolari dei cellulari e un paio di occhiali da sole. Andando a fare la denuncia, abbiamo capito che l’assicurazione non pagherà mai perché c’è una franchigia.
Uscendo dal commissariato di polizia, siamo andati alla nuova casa, dove ci attendevano i muratori per alcune cose. Tra le tante, ci hanno detto che potranno consegnarci la casa con una settimana di ritardo, quindi, significa rinviare ancora il trasloco.Â
Andando via di là , quasi alla macchina, una zingara ha tentato di scippare la borsa ad Ale. Non c’è riuscita perché è intervenuto un signore. Ale ha perso l’equilibrio, ed è caduta su una macchina ferma. Non le è successo nulla, se non il grande spavento.
La stanchezza e anche un po’ di rabbia, ci hanno fatto dire a Gesù “Ti prego, basta!”, ma nell’anima ci resta la possibilità di offrire anche la semplice stanchezza per quello che ognuno vive, che ha nel cuore…pensando alle persone che abbiamo accanto, agli amici, e ai tanti con i quali condividiamo l’ideale dell’unità .
In questa dimensione, ci sembra che tutto acquisti un senso, che niente vada sprecato e che già da questi piccoli avvenimenti possiamo vivere la fiducia nell’amore di Dio, nella Provvidenza, in una società migliore, e anche di perdonare con il cuore la zingara e chi ci ha rotto le serrature della macchina… Insomma, l’inizio un po’ traumatico ed in salita di questa settimana, ci ha dato un’ulteriore possibilità di sperimentare che ogni evento della vita può avere una chiave di lettura diversa, in Dio. Ed è una gioia poterlo condividere con dei fratelli.
Rocco e Ale
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