Noi e la natura…

In ogni periodo storico, l’umanità  ha avuto un particolare rapporto con la natura. La società  attuale, ad esempio, è caratterizzata dalla sensazione di dominare la natura, esplorandola con la scienza e soggiogandola con la tecnologia. Nello stesso tempo, soprattutto in una grande città  come Roma, viviamo in un ambiente sempre più artificiale, perdendo così il senso della nostra identità . Il deteriorarsi del rapporto tra uomo e natura implica non sostenibilità , ingiustizia sociale, peggioramento della qualità  della vita. La persona, però, è parte integrante della natura: tra noi, gli animali, le piante e gli oggetti inanimati esiste una complessa rete di relazioni.

In questo contesto, lo sport, soprattutto se praticato all’aria aperta, può favorire l’inserimento armonico nell’universo in quanto permette il contatto con sole, vento, pioggia, suolo, piante, animali. Anche la palestra è utile, almeno ci fa sperimentare la nostra corporeità . Una ricerca recente sostiene che sono in aumento le persone che passano le loro giornate davanti a computer e televisori, mentre diminuisce la percentuale di chi fa attività  fisica all’aria aperta. Anche praticando uno sport semplice come la corsa, tutto il corpo viene a contatto con gli elementi che lo circondano: sia quando la pelle è baciata dal sole, sia quando la testa è martellata dalla grandine. E non è la stessa cosa correre ascoltando musica con un lettore MP3 o lasciare che le nostre orecchie siano invase dalla sinfonia del canto degli uccelli. Spesso, correndo nel Parco dell’Appia Antica, lascio che la mia mente vaghi, svuotandosi di pensieri e preoccupazioni. Abbiamo bisogno di spazi di silenzio, di ritrovare noi stessi per essere più pronti ad incontrare gli altri.

Dal 2006 partecipo puntualmente alla Maratona di Roma, anche se alla fine della gara mi dico che non la farò mai più. Verso il ventesimo chilometro muscoli e giunture cominciano a essere doloranti. Ogni volta sperimento che il risultato della gara dipende più dalla mente che dal corpo, dalla mia capacità  di soffrire e di superare le crisi. In questo senso, la corsa è anche un’allegoria della vita, ci aiuta a conoscere i nostri limiti e punti di forza. Ma c’è ancora di più. Uno degli aspetti più piacevoli della partita di calcetto serale, dopo le ore di ufficio e le code sul raccordo, è ritrovare i vecchi amici. E anche chi si dedica a uno sport individuale non vede l’ora di raccontare i risultati della sua prestazione. La pratica sportiva in un ambiente naturale, immergendoci nella rete di rapporti tra gli elementi del cosmo, ci porta spontaneamente a riconoscere che la relazionalità  tra le persone culmina nella fraternità .
Luca

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑