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Città Nuova Editrice annuncia l’uscita del volume “Per un’ermeneutica veritativa”, a cura di Ireneus Korzeniowski, che oltre alla “Premessa” di Gianfranco Ravasi raccoglie 22 studi che docenti di filosofia di vari Paesi hanno voluto dedicare nella forma di Festschrift all’opera filosofica ed in particolare ermeneutica di Gaspare Mura.
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Martedì 15 giugno 2010 il dott. don Ireneus Korzenioski, che conclude la sua opera pastorale al Policlinico Umberto I,  è lieto di festeggiare l’uscita del Festschrift da lui curato in occasione della nomina a professore emerito di Gaspare Mura, presidente dell’Accademia di Scienze Umane e Sociali (A.S.U.S.) e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura.
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L’evento avrà inizio alle ore 18 del 15 c.m. con la celebrazione di una S.Messa di ringraziamento presieduta da S.E. Mons. Joseph Zycinski, Arcivescovo di Lublino e membro del Pontificio Consiglio per la Cultura, con i sacerdoti che vorranno concelebrare (e che sono pregati di portare il camice), nella Cappella Centrale del Policlinico Umberto I a Roma (non quella della cappellania universitaria ma quella ristrutturata da poco, con i mosaici di padre Rupnik). Â
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Al termine della celebrazione, nel vicino Salone del Palazzo della Direzione, è previsto un momento di saluto per tutti gli ospiti e gli amici che vorranno intervenire in una libera e informale conversazione sui temi del volume edito da Città Nuova.Â
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Conferma entro lunedì sera 14 giugno a cristina.buschi@fastwebnet.itÂ
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La Cappella è situata tra il terzo e il quarto Padiglione, al primo piano, con ingresso sia da viale del Policlinico 155 sia da viale Regina Elena 324, sia dagli altri ingressi. Per chi arrivasse dopo le 19, dovrebbe recarsi nel Salone della Direzione, che si trova al primo piano, sopra lo scalone dell’ingresso al numero 155 di viale del Policlinico.
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L’espressione “ermeneutica veritativa”, coniata dal filosofo Gaspare Mura, ne sintetizza anche l’originale impostazione di pensiero.  L’ermeneutica filosofica, infatti, nei suoi sviluppi più recenti, ed in particolare nella formulazione offertale dal cosiddetto “pensiero debole”, che esprime gran parte del sentire odierno, è venuta configurandosi sempre di più come una scuola di pensiero alternativa alla verità , così come questa è stata pensata dalla tradizione filosofica. La verità infatti, di fronte ai grandi mutamenti antropologici e socioculturali in atto, e di fronte alle sfide del multiculturalismo e del pluralismo religioso, che impongono il primato del dialogo sulla fondazione veritativa, è apparsa come una forma violenta di imposizione culturale, legata alla tradizione occidentale ed all’affermazione del suo primato.    Â
L’ “ermeneutica veritativa” di Mura, coniugando insieme “ermeneutica” e “verità ”, ha inteso ricomporre ciò che è stato violentemente disgiunto, ovvero da una parte le legittime aspirazioni al dialogo interculturale ed interreligioso, e dall’altra la verità non come dominio di una cultura, né come orgoglioso primato di possesso, ma come dinamismo interiore che dà senso e valore ad ogni autentica ricerca ed aspirazione dell’uomo. Ermeneutica e verità sono pertanto indissolubilmente congiunte nell’orizzonte di un humanum universale che solo può dare senso non illusorio ad ogni espressione culturale. L’“ermeneutica veritativa” di Mura si pone pertanto in modo alternativo rispetto all’ermeneutica del pensiero debole, da cui accoglie l’istanza del dialogo interculturale, ma per sottrarla al suo esito relativista e nichilista, e  rafforzarla piuttosto nell’orizzonte di una verità che permette un reale incontro umano, fondato nell’etica del mutuo rispetto e del riconoscimento dei valori che ogni uomo ed ogni cultura storica apporta all’umanità . L’“ermeneutica veritativa” di Mura vuole farsi perciò esplicitamente erede di una tradizione di pensiero tipicamente italiana, da Giambattista Vico ad Emilio Betti, per rivendicare una verità amica dell’uomo e del pluralismo della sua ricerca, e soprattutto fondatrice di autentico dialogo, non solo sul piano culturale, ma etico e sociale . L’“ermeneutica veritativa” non nasconde peraltro la sua intima ispirazione agostiniana: “Veritas, ubique praesides omnibus consulentibus te, simulque respondes omnibus etiam diversa consulentibus” (Conf., 10,26,37 ).
Gaspare Mura, figlio del noto scrittore e poeta sardo Antonino Mura Ena, è stato professore ordinario, ora emerito, di Filosofia presso la Pontificia Università Urbaniana, dedicando i suoi numerosi studi in particolare alle questioni dell’ermeneutica contemporanea ed alla filosofia della religione. Ha anche svolto un’intensa attività editoriale, come Direttore editoriale di Città Nuova editrice e dell’Urbaniana University Press. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Ermeneutica e verità . Storia e problemi della filosofia dell’interpretazione ( Roma 1997 2); Pensare la parola. Per una filosofia dell’incontro (Roma 2001); Introduzione all’ermeneutica veritativa (Roma 2005). Dal 1993 è Consultore laico del Pontificio Consiglio della Cultura. Attualmente è Presidente dell’Accademia di Scienze Umane e Sociali (A.S.U.S.) di Roma.
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