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E’ facile amare le persone lontane,
molto facile pensare alla gente
che muore di fame in India.
Ma prima dovete vedere se regna
l’amore in casa vostra e in quella
del vostro vicino e nella strada
in cui abitate, nella città in cui vivete,
e solo dopo guardate fuori…
Madre Teresa di Calcutta
Il 26 agosto 2010 si celebra il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta (Skopje, 26 agosto 1910-Calcutta, 5 settembre 1997), beatificata da Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003.Â
Le congregazioni religiose fondate dalla Beata e le Chiese particolari del mondo sottolineano la ricorrenza con Celebrazioni Eucaristiche, veglie di preghiera, novene, simposi, sotto il comune tema “Dio ci ha creato per cose più grandi: amare ed essere amati”.
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A Roma, il card. Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano, presiederà una Santa Messa nella Basilica di San Lorenzo in Damaso, giovedì 26 agosto alle ore 19.00, cui parteciperanno le congregazioni religiose e le comunità di vita contemplativa fondate dalla Beata, presenti a Roma, insieme ai volontari, ai benefattori e agli ospiti accolti nei conventi romani. La celebrazione è preceduta dall’inaugurazione di una mostra fotografica dal titolo “Beata Teresa di Calcutta, vita, opere, messaggio” allestita presso il Palazzo della Cancelleria.
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In occasione della festa liturgica, le iniziative spirituali si svolgeranno nella Chiesa di San Gregorio al Celio, con la veglia di preghiera di sabato 4 e la liturgia eucaristica di domenica 5 settembre officiata dal card. Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli.
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In preparazione al centenario le Missionarie della Carità e il Centro Madre Teresa di Calcutta hanno diffuso un testo che espone alcune riflessioni sulla vita della Beata e sul suo contributo alla Chiesa e al mondo. Segno e strumento dell’amore di Dio, con la sua attività tra i più poveri dei poveri Teresa rendeva visibile il Vangelo ai cristiani che la avvicinavano e comunicava ai non cristiani l’essenza stessa della carità , dono di Dio e cammino verso Dio. Attraverso il suo esempio — si legge ancora nel documento – persone di ogni credo religioso hanno iniziato a sperimentare che solo il donare può soddisfare l’anelito spirituale insito in ogni creatura: un anelito spirituale che tende al rapporto con Dio e passa attraverso l’amore per il prossimo. Viene citato in proposito il magistero di Benedetto XVI nella Deus caritas est: “L’amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio” (n. 16), poiché “nel più piccolo dei fratelli incontriamo Gesù stesso e in Gesù incontriamo Dio” (n. 15). Una successiva citazione richiama quanto detto da Giovanni Paolo II in un’udienza per il terzo anniversario della morte di Madre Teresa: “Ella ha incarnato quell’amore che Gesù ha indicato come segno distintivo per i suoi discepoli: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Il testo rileva inoltre la “quotidianità ” dell’amore di Madre Teresa, un amore alimentato da piccoli gesti, da opportunità offerte a tutti di alleviare sofferenze, solitudine, scoraggiamento in ogni luogo e circostanza, a cominciare dalla propria famiglia, con l’obiettivo di trasmettere al prossimo l’amore stesso di Dio. Alle consorelle la Beata così sintetizzava la vocazione universale all’amore: “Siamo tutti chiamati alla perfezione della carità : la santità , non un lusso di pochi, ma un semplice dovere per ognuno di noi”. Nella sua parte conclusiva il testo evoca un passo di un discorso di Benedetto XVI alle Misericordie d’Italia e ai Donatori di sangue: “Nel giudizio finale — affermava il Papa – Dio ci domanderà se abbiamo amato non in modo astratto, ma concretamente, con i fatti (cfr Mt 25,31-46)…. Alla fine della vita – amava ripetere san Giovanni della Croce – saremo giudicati sull’amore” (10 febbraio 2007).
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