“Dove mangiare, dormire, lavarsi”, la guida tascabile a cura della Comunità di Sant’Egidio è giunta alla ventunesima edizione. Nella pubblicazione sono elencate mense gratuite, strutture di accoglienza per dormire ma anche docce pubbliche; insomma tutte quelle informazioni utili agli oltre 6mila senza dimora della Capitale. Il volume è stato presentato il 9 dicembre 2010 dal portavoce dell’associazione Mario Marazziti, a Trastevere.
La guida è gratuita e verrà distribuita a Roma in 16mila copie a partire dalla sera della Vigilia di Natale. Il volume tascabile, edito con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Camera di Commercio della Capitale, si stamperà anche a Firenze, Genova, Milano, Pisa, Napoli, Barcellona e Buenos Aires. In allegato c’è anche una mappa della capitale con indicati numerosi indirizzi di centri d’assistenza con la segnalazione dei mezzi pubblici per raggiungerli.
La presentazione della ventunesima edizione del “Dove” è stata anche l’occasione per la Comunità di Sant’Egidio per presentare alcuni dati sulla povertà : nella Capitale ci sono 6mila senza dimora, 2.700 trovano rifugio durante l’inverno nei centri di accoglienza del Comune o delle associazioni di volontariato. Ma lo screening di chi non ha un posto per dormire non termina qui: accanto a questi che riescono a trovare un riparo notturno ce ne sono 2.300 che dormono per strada o in rifugi di fortuna e 1.000 che vivono in insediamenti spontanei nelle periferie.
A Roma otto senza fissa dimora su dieci sono immigrati. Di questi 2.000 sono rifugiati e richiedenti asilo. A fronte di questi numeri, rispetto allo scorso anno, nella Capitale ci sono in più 5 mense, 30 associazioni che garantiscono pasti per chi ne ha bisogno, 3 dormitori, 2 punti dove lavarsi e infine 2 centri di ascolto.
Risultati non proprio incoraggianti provengono dal versante anziani. La Comunità di Sant’Egidio, infatti, stima che a Roma circa 17mila anziani disabili, su di un totale di circa 30mila ultra 65enni con disabilità accertata, non percepiscono alcun servizio sanitario.
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