LA RESPONSABILITA’ DELL’EDUCARE

valore delle regole ed esigenza di libertà 

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Roma, 13 febbraio 2011 – Lavoro che non c’è, territori che franano, case che mancano. Siamo il paese delle grandi emergenze. Fra tutte però, quella della quale meno si parla è proprio quella che più da vicino ci riguarda. Ovvero quella educativa, l’emergenza che entra nelle nostre case, si insinua nelle nostre famiglie, fa sentire i suoi effetti nelle aule scolastiche. L’allarme l’hanno lanciato istituti di ricerca, illustri scienziati sociali, ma anche il Papa Benedetto XVI. Un tema affrontato anche di recente a Roma in un convegno organizzato dal Movimento Famiglie Nuove, espressione del Movimento dei Focolari.

Una folta platea di genitori, educatori, amministratori locali si è confrontata per una intera giornata sulla “responsabilità  dell’educare, valore delle regole e esigenza di libertà ”. Un vivo dibattito sulla missione più difficile del già  arduo mestiere di educare. E cioè quella di segnare il confine tra bisogno di mettere paletti e urgenza di lasciar liberi, tra necessità  di porre regole e utilità  di lasciare spazi di manovra e di espressione ai propri figli. Tema sul quale sono intervenuti anche due relatori d’eccezione: lo psicoterapeuta e pedagogista veneto Michele De Beni, l’esperto in formazione e promozione della cultura dell’infanzia e psicologo infantile, il lombardo Ezio Aceti.

“L’adulto è colui che deve far capire all’altro cha vale la pena di essere venuti al mondo” ha concluso il primo, “non è questione di cambiare i nostri figli, di portarli dalla nostra parte, ma dar loro gli strumenti per incontrare esperienze vere”.

Veemente e vibrante l’intervento di Aceti, che, dall’alto della sua esprerienza e professionalità , ma grazie anche all’indubbia capacità  di rendere comprensibili anche temi complessi, ha permesso a tutti di meglio capire la psicologia e la personalità  del bambino, le sue esigenze profonde, i suoi punti di forza e quelli sui quali invece ha bisogno di una mano. Una relazione che una volta di più ha mostrato l’alta missione, ma anche la grande responsabilità  dell’essere genitori, sposi, insegnanti, educatori. Ruolo sottolineato anche dalle semplici testimonianze di alcune coppie che si sono alternate sul palco raccontando delle difficoltà  e dei passi fatti nel crescere i figli, ma anche la sfida dell’essere genitori pur non avendo potuto mettere al mondo un bambino. Fondamentale anche l’apporto degli incontri di gruppo tenutisi nel pomeriggio, dai quali sono stati riportati alla sala domande, riflessioni profonde, esperienze di vita. Perchè alla fine la prima regola per non restare schiacciati da una emergenza che incombe, è non restare soli. Confrontarsi, chiedere aiuto e risposte, condividere.

per vedere le foto dell’evento, clicca qui.

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