Una notizia che ci tocca per il suo significato simbolico

Il 27 gennaio scorso è stato inaugurato, all’interno del Foro Romano, un nuovo percorso che va dalla Via Nova alla Casa delle Vestali, di nuovo riaperta al pubblico dopo un restauro ventennale. Fa sempre piacere sapere che siti e monumenti importanti per la storia della nostra città  vengono di nuovo resi fruibili. Ma la notizia ci ha interessati in modo particolare anche per un certo significato simbolico, collegato al nostro impegno per Roma Amor.

Intanto, chi erano le Vestali? Erano le sacerdotesse della dea Vesta, divinità  che —  assieme ai Lari (gli antenati) — era protettrice del focolare domestico. Non a caso il tempietto ad essa dedicato, e di cui ancora si ammirano i resti, era circolare: riproduceva, infatti, la forma delle capanne dei primi abitanti di questo luogo, fornite di un foro nel tetto per lasciar smaltire il fumo del focolare. Vi ardeva perennemente il fuoco sacro che le Vestali erano tenute a custodire, pena la morte.

La Via Nova, invece, era così chiamata perché posteriore alla Via Sacra, percorso questo che, attraversando tutto il Foro, collegava il Palatino al Campidoglio, sul quale passavano le processioni sacre nonché i cortei dei condottieri e imperatori trionfatori dopo qualche impresa vittoriosa.

Focolare, dunque, che evoca in noi la realtà  dove Gesù si fa presente fra due o più. E Via Nova, che richiama la “via nuova” aperta da Chiara nella Chiesa, titolo anche di un suo libro sulla spiritualità  collettiva. Due nomi, che, seppure in modo diverso, collegano un remoto passato pagano a questo presente nel quale viviamo noi, impegnati a ridare alla Città  Eterna un volto più cristiano, più conforme al volere di Dio.

 

(Oreste Paliotti, febbraio 2011)

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