Governare la res pubblica ripartendo dalle città 

colosseoLe recenti elezioni di 1.315 nuovi sindaci e i prossimi ballottaggi in altre 28 importanti città  riporta in primo piano il ruolo delle città . E’ stato davvero un peccato che i capoluoghi pi importanti si siano trasformato in un ring della politica nazionale, perché la scelta del sindaco è una questione importante e delicata: si tratta di scegliere a chi affidare tutti i beni comuni, materiali ed immateriali, di quella comunità  municipale.


Le città  governate con competenza, con trasparenza, con una costante partecipazione, sono forse la più grande ricchezza di un Paese, il primo fattore di qualità  di vita.


Dobbiamo tornare e ritornare ad esse per rigenerare anche gli altri livelli di governo. Direi di più: dovremmo, ripartendo dall’esperienza nelle città  a rimettere a fuoco il significato profondo di governo della ‘res pubblica’. Che cosa deve prioritariamente fare il primo ministro coi suoi ministri?


Oltre ad essere ‘minister’ e cioe’ ‘minus’, servitore, oltre a conoscere profondamente tutto ciò che riguarda il proprio paese, oltre a studiare molto per saper fare scelte guste ed efficaci, oltre a costruire ogni giorno la collegialità  del consiglio dei ministri, il capo di un governo deve avere cura della comunità  nazionale, del  territorio e di tutte le sue realtà . La cura continua che ha un amministratore fedele o un esperto giardiniere per un giardino prezioso.


Ma questa consuetudine pare alle volte perduta o quanto meno fortemente mischiata con la frenesia di distribuire poltrone, di fare norme vantaggiose per sè per populistico consenso, di sbarazzarsi di ostacoli (il Parlamento, la Magistratura, le regole) che sono garanzia che il potere rimanga in capo al popolo.


Il capo di un governo (dal comune alla nazione e più su le comunità  internazionali) deve avere, invece, proprio l’assillo di curare la crescita costante della democrazia rendendola più partecipata, più densa, più effettiva.


Per fare cio’ un governo deve essere libero: libero dalle lobby, libero da conflitti di interesse, libero dal potere stesso.


La città  è il livello primario e autentico della politica: è il luogo dove durante la decadenza morale e politica della Grecia nella Polis prese corpo la democrazia, dove al declino del feudalesimo si aprirono nuovi orizzonti per la cultura e la storia del nostro Paese. Ecco l’augurio ai 1.343 comuni che stanno in questi giorni rinnovando il proprio governo.


Ripartiamo dalle città . Rialziamole in piedi perché possano dire oggi una parola politica nuova al Paese e al mondo. E per questo diveniamo costruttori continui e instancabili della nostra comunità  municipale.

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