Ho firmato da cittadina. Si, certo perché sarebbe strano che mi urlassi qualcosa da sola dentro il Palazzo, anche se ci sarebbe da farlo. Ma è come cittadina che subisco un torto da questa indecente legge elettorale che ha distrutto la democrazia (che è il potere in capo ai cittadini) per consegnare il potere a poche decine di capi-corrente che nominano i parlamentari.
Ma è certo da dentro il Palazzo che ne ho visto gli effetti devastanti: il servilismo al proprio capo, anziché il servizio al bene comune, l’indifferenza davanti alla forte decrescita del Paese, il disinteresse a studiarne a fondo i problemi. Fino a quella che qualcuno ha chiamato la ‘mafiosizzazione’ delle istituzioni, l’uso cioè — attraverso il diretto inserimento di propri uomini – delle istituzioni per il perseguimento di fini criminali, che siano quelli della P3, della P4 o delle varie mafie.
Un Parlamento così composto difficilmente può trovare al suo interno una maggioranza disposta a cambiare la legge elettorale. Vi sono delle proposte di legge depositate. Ma il rischio altissimo è che non se ne venga a capo di nulla. Molti colleghi hanno già concordato in che posto della lista saranno.
Solo una forte spinta dei cittadini può essere decisiva. Occorre che i parlamentari che davvero vogliono cambiare la legge elettorale abbiano una folla dietro. Occorre che nel nostro piccolo facciamo come Anna Hazare il nuovo Gandhi che ha digiunato fino a quando il Parlamento indiano ha deciso di mettere un punto alla corruzione dilagante. Occorre che in tanti ci alziamo in piedi e alziamo la voce fino a quando non venga cambiata le legge elettorale.
Questa voce vuole essere il referendum che si propone di portare la situazione a prima del ‘porcellum’. Anche la legge precedente (il ‘mattarellum’) ha molti difetti. Ma forse ‘resettare’ per ricominciare da capo è l’unica strada seria percorribile. Ed il referendum è l’unico strumento in mano a tutti noi come cittadini.
Firmare per il referendum nel proprio Comune costa poco tempo, ma è di certo importante. Si deve chiedere di firmare i moduli che in prima pagina in alto (scritta bianca su blu) riportano: “abrogazione totale …”. Sono i due referendum che si propongono non di cambiare qualche aspetto dell’attuale legge elettorale, ma di cancellarla radicalmente.
Firmiamo. Passiamo parola. Con facebook e twitter. Con la nostra parola e la nostra credibilità .
Come per il nucleare, il Parlamento sarà messo alle strette e dovrà varare le riforme istituzionali e, coerentemente, una legge elettorale che ‘ricostruisca’ fiducia e democrazia all’Italia. Arrivare in fretta ad una sola Camera e al Senato delle Regioni, ridurre il numero dei parlamentari, rimettere a fuoco mission e competenze dei ministeri … non è necessario in primo luogo per ridurre i costi delle istituzioni, ma è urgente innanzitutto per la ripresa del Paese. Oggi, infatti servono, ed in fretta, un Parlamento ed un governo dello Stato che siano decisamente molto più credibili, molto più snelli e molto più veloci, e, prima di tutto, capaci di competenza e di coerenza a valori comuni da ritrovare.
Letizia De Torre, 31.08.2011
INFO: Comitato Referendario Nazionale
Piazza Santi Apostoli 73 – ROMA
tel. 06 695191 (ore 9-19 dal lunedì al sabato)
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