SCHIAFFO AMICO

referendum-porcellumm‘Schiaffo amico’ con queste parole sono intervenuta ad un dibattito ad Ancona. Il tema, ‘meno casta — meno costi’, riguardava ovviamente i privilegi degli eletti ed in particolare i vitalizi. ‘Schiaffo amico’ perché queste sferzate date alla classe politica, anche quando sono condite dalla rabbia dovuta al senso di tradimento e alla fatica della pesante crisi economica, queste sferzate arrivano da chi vuole scuotere violentemente chi governa il Paese affinché lo faccia in modo degno. Quindi innanzitutto grazie per questo ‘schiaffo amico’.

Nel convegno vari temi e soprattutto la presentazione della legge regionale emiliano-romagnola che ha abolito i vitalizi. Si è detto anche: attenzione a chi potrebbe soffiare per distogliere i cittadini dai sacrifici della crisi e indirizzarne le proteste verso alcune istituzioni da screditare per indebolire la democrazia italiana.

Ma veniamo al dunque, alle richieste – che invadono piazze, sit-in, librerie, dibattiti televisivi e catene irrefrenabili di e-mail – di tagliare i privilegi. Alle volte sono grida, alle volte poggiano su notizie addirittura false. Ma ciò conta poco ed è inutile stare a precisare e correggere. Due cose credo invece che contino.

La prima: in una reale democrazia la sovranità  appartiene ai cittadini. Totalmente. Dunque la richiesta va presa sul serio. Sul serio, cioè, vanno date risposte concrete e qualificate.

La seconda: ma quali risposte? Ho immaginato per un attimo le istituzioni come una vigna che deve dare uva buona (che deve cioè costruire il bene del Paese). Si sa che le viti vanno potate. E non perché gli amanti del buon vino gridano ‘pota!’ ‘pota quel ramo!’ ‘No, pota quell’altro!”. Il contadino che seguisse a caso questi consigli perderebbe vigna e raccolto. Così per potare le nostre istituzioni lasciate incolte da troppo tempo: non si può fare a caso, non si può fare per regolare i conti. Si deve essere guidati da criteri e valori che riportino la figura del politico alla sua dimensione più alta. Oggi non esiste un sovrano da far andare in carrozza perché, appunto, la sovranità  è dei cittadini. Oggi chi li rappresenta deve essere come tutti, deve provenire da tutti i ceti sociali (e quindi deve essere retribuito in modo tale da non dover dipendere da nessuno per mantenere la propria libera autonomia) e sperimentare prima di tutto su di sé fatiche e benefici, pregi e difetti dei servizi, sicurezze e insicurezze. Privilegi assurdi e dannosi non si sono annidati purtroppo solo nelle istituzioni, ma anche in tanti settori pubblici e privati. Il politico, se ha dato prima l’esempio ed è trasparente, dovrebbe poter guardare tutti negli occhi e chiedere a tutto il Paese di cambiare. Così usciremmo rinnovati dalla crisi.

Insomma, non sono importanti i rami tagliati (cioè i costi decurtati), ma come rimane la pianta perché l’Italia ha bisogno di competenza, di capacità  di fare le riforme, di velocità , di partecipazione … Per una simile potatura occorrono, ovviamente, buoni contadini. Altrimenti nessuno poterà  o la potatura sarà  apparente oppure sarà  un disastro. In sostanza: occorre poter scegliere i parlamentari. Ecco perché mi sto dando da fare per il referendum.

Molti mi scrivono elencandomi le pecche del ‘mattarellum’ (legge che rimarrebbe in vigore abrogando il ‘porcellum’). Vero. Ma facciamo una cosa alla volta. Diamo questa spinta potente di migliaia e migliaia di firme raccolte in un mese. Poi lavoreremo per una riforma elettorale migliore e condivisa. E se ciò non fosse possibile in questa legislatura (servirebbe un miracolo, che comunque non è da escludere), se non fosse possibile un urgente necessario governo di ampia responsabilità  nazionale (verso cui si sta spingendo …) che abbia tra le priorità  le riforme istituzionali ed elettorali, lo chiederemo ad un parlamento eletto da noi cittadini nei nostri collegi che sarà  immensamente migliore di uno nominato da pochi con logiche indegne. Ora concentriamoci su questa spinta che potrebbe diventare una valanga che riporta la sovranità  verso i cittadini. Lo schiaffo più efficace in questo momento per farci rinvenire. Uno schiaffo amico che possiamo dare firmando il referendum.

Se ancora non l’avete ancora fatto e lo desiderate oppure se volete passare voce ecco dove si può firmare

(Letizia De Torre, 16.09.2011)


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