La situazione in Thailandia è d’emergenza nazionale. Un’incredibile quantità d’acqua ha sommerso già intere regioni situate al centro del paese. Milioni sono le persone colpite dall’alluvione. L’acqua è stata tenuta lontana dalla capitale, Bangkok, ma gli argini di sabbia ed altri mezzi non hanno retto. Alcune parti della città sono sott’acqua.
Le conseguenze di quanto è successo sono sotto gli occhi di tutti: interi villaggi evacuati, zone industriali invase dall’acqua con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, scuole chiuse… per un periodo indeterminato. C’è chi dice che ci vorranno anni per recuperare quanto perso.
Ma quello che nessuno s’aspettava, almeno in queste dimensioni, è l’amore concreto, l’aiuto che tanti, tantissima gente sta dando a chi soffre. Una reporter della CNN ha definito “un incredibile effetto sociale” quello che sta accadendo in Thailandia. Ed è così. Tutti si aiutano, tutti cercano di fare qualcosa per chi è stato colpito; sono stati preparati, col lavoro di migliaia di volontari (24 ore su 24) 1,200,000 sacchi di sabbia per riparare o alzare gli argini di alcuni importanti canali nelle zone di deflusso. Chi ha lavorato erano per la maggioranza giovani della ‘Bangkok bene’, che hanno voluto dare il loro contributo per salvare ciò che era salvabile.
Praticamente, ogni quartiere, ditta, ufficio o scuola ha fornito o sta raccogliendo viveri, acqua, vestiario per chi è stato colpito dall’alluvione.
Anche noi ci siamo lanciati in questa gara nazionale d’amore. C’è chi ha suonato davanti ad una chiesa per raccogliere fondi e mandarli alle famiglie colpite: chi ha fatto ‘uno spettacolino’ nel suo ufficio e poi è passato con un cappello per chiedere soldi (e la gente ha dato con generosità ); altri sono andati a spalare sabbia fino a notte tarda in mezzo al fango, respirando un incredibile cattivo odore, come alcuni giovani del Movimentoche si sono donati per 6 giorni dopo il lavoro, fino a mezzanotte, insieme agli amici. C’è chi ha preparato il riso, ha donato vestiti…tutto quanto possibile per aiutare chi soffre. E’ stato un vero miracolo fiorito dal dolore; un amore che sta risanando la nazione.
Infatti, sembra che questa calamità abbia unito nuovamente i thailandesi, divisi dal colore dell’appartenenza politica e dalla battaglia urbana tra gli schieramenti ideologici contrapposti avvenuta poco più di un anno e mezzo fa.
E’ il miracolo dell’esperienza del dolore e della disgrazia che, vissuta insieme, ci accomuna; ma è anche quel sentirsi tutti un’unica famiglia che vuole vivere ‘insieme’, un’esigenza che da noi in Asia è molto forte. E tutti noi del Movimento ci siamo inseriti in questa corrente d’amore concreto che sta facendo, in Thailandia, quello nessun altro poteva fare: riunire gente divisa, far sentire tutti più fratelli, figli, sotto un unico Cielo che tutti ci accoglie.
(segue un’esperienza)
Esperienza di vita
“Date e vi sarà dato”
Come la maggioranza della gente, anch’io sono andato di corsa ai grandi magazzini per far provvista di cibo e soprattutto d’acqua. Arrivato alla scala mobile…mi accorgo che tanti escono con grande quantità di bottiglie nei carrelli; comincio a sudare: “Sono in ritardo…non avremo acqua potabile, cosa daròÂ da bere ai miei?”. Appena arrivo dentro, domando alla prima persona che incontro: “Scusi, dov’e’ il reparto dell’acqua?” Mi risponde, col suo carrello pieno di bottiglie: “Inutile che vada, e’ finita”. Sbianco in viso…lei mi nota e fa: “Non si preoccupi: prenda uno dei miei pacchi: anzi, no, ne prende due che e’ meglio.” Rimango tramortito: “Colpito e affondato”, mi dico! Ringrazio con un gesto di ‘wai’, come si fa da queste parti. Lei, contenta, va via…
Compro altra merce e telefono a parenti e amici per sentire come stanno con l’alluvione. Dopo un po’ vado ancora al reparto acqua: più vuoto che mai! Arriva una giovane signora, con bambina e nonna e freneticamente mi chiede: “C’e’ acqua?”. Ed io: ”Inutile cercarla, e’ terminata”. Sbianca in faccia, trema… la bambina mi guarda, la nonna anche: che faccio? “Non si preoccupi: prenda un pacco della mia: anzi prenda anche il secondo”. Rimango di nuovo senz’acqua. Lei sorride che di più non si può, così anche la bimba e la nonna. Io parto sereno: non ho acqua per casa. Ma chi vede in Cielo sa che ne ho bisogno per la mia famiglia.
Arrivo a casa: “Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date”. Passano poche ore e alla radio annunciano che hanno riparato la falla nel canale dell’acqua potabile e che ci sarà acqua. Qualcuno ha pensato all’acqua per me e per la mia famiglia. La sera racconto e tutti sono felici: “Date e vi sarà dato”. Mi sembra che il Cielo sia pieno di stelle stanotte…
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