Attesa piena

attesaUna riflessione per iniziare a vivere l’Avvento, nella prima settimana di questo percorso

 

Puoi attendere guardando continuamente l’orologio, sbuffando, sentendo aumentare sempre più in te la tensione, camminando avanti e indietro, guardando verso un punto fisso… Attesa vuota, dove la persona che aspetti ti sembra sempre più lontana e meno probabile l’eventualità  che venga.

Oppure resti calmo, con una gioia diffusa nel cuore, per la certezza che lui viene, che già …è presente. Attesa piena.

 

àˆ quella della madre, di Maria. Lui non è nato ancora, ma è presente, non in stato iniziale, ma tutto. Lo sente, è vivo, comunica: è Lui.

 

Tempo di attesa, pieno di sogni, di vuoti sonori, di progetti, di presente che si lascia plasmare dal futuro e di futuro che si lascia costruire dal presente. Tempo di attesa che soffre, di una storia iniziata ma non ancora compiuta, di un mondo ancora in costruzione, di lacrime di uomini e di donne, di bocche aperte a un grido spesso inarticolato.

 

Lui c’è e non c’è. Attesa piena è incontrarlo quando c’è e quando non c’è: due modi diversi di esserci e di abbracciarlo.

 

Costanzo Donegana, Città  Nuova 28.11.11

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