Che i giusti si moltiplichino…

monti-forneroScrivo mentre ascolto la conferenza stampa del Presidente del consiglio e del ministro del lavoro sulla riforma: non posso non constatare quanto sia determinante per la vita di un Paese essere governati da persone competenti e che come obiettivo si pongono non il consenso dal fiato corto, ma il bene presente e futuro. In ‘primo piano’ del mio blog  ho pubblicato l’inchiesta sul lavoro del collega Ichino, che credo possa offrire utili dati per comprendere le questioni in gioco nelle politiche per l’occupazione.

Scrivo anche in una giornata in cui il terremoto in casa leghista, subito dopo quello di Lusi del mio partito, mette ancora una volta a nudo la fragilità  di chi ha potere nelle proprie mani. Nonostante la pressione dei cittadini affinché la politica cambi, nonostante le inchieste, nonostante le voci alzate come avvertimento (è questo il caso dei possibili legami tra Lega e ‘ndrangheta riportata da Saviano a ‘Vieni via con me’ lo scorso anno, leggi articolo), la corruzione dilaga. Nessuno è indenne dalle tentazioni del potere. Credo non si debbano avere ‘talloni di Achille’, parti cioè della propria vita o del proprio lavoro politico o legami non puliti, risvolti opachi, su cui puoi essere ricattato e tirato in una spirale senza fine. Ma quando vi si è scivolati dentro, occorre il coraggio di lasciare immediatamente la vita pubblica. Anche quando fossero solo accuse infondate, anche quando si trattasse solo di vendette, chi si difende cerca sempre di non coinvolgere le persone più care; così la persona pubblica, a cui è cara la propria comunità , non dovrebbe coinvolgere né il Paese, né le istituzioni e neppure il proprio partito.

Scrivo anche in una settimana che ricorda, riporta alla mente e all’anima, le vicende di un uomo-Dio, quindi anche tutto uomo per chi ha convinzioni diverse, che fu fortemente tentato nel deserto. Fu accusato ingiustamente e non si difese. Cadde sotto la croce e si rialzò. Gridò un abbandono totale. Ma quando lo incontrarono, la domenica della risurrezione, non lo riconobbero per la sua umanità , che si era trasformata, ma dai suoi atti. E’ nella possibilità  di un’umanità  “risorta” che sta la speranza che anche la vita civile e politica italiana possa uscirne cambiata.

Occorre la perseveranza dei giusti. Come nell’esempio splendido di Ann San Suu Kyi, leader del Myanmar che sta operando una rivoluzione senza violenza e senza odio e di cui, hanno detto, Gandhi ne sarebbe fiero. Anche noi ne siamo fieri. Anche quell’uomo-Dio risorto ne è fiero, di lei come di ciascun giusto fra noi che fa con determinazione la propria parte. Ovunque.

Che questi giusti si moltiplichino, come un contagio. E’ l’augurio e la speranza per tutti noi in questa Pasqua.

 (M. Letizia de Torre, 04.04.2012)

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