Una priorita’: vigilare e contribuire a riforma elettorale e dei partiti

parlamentoGiustamente qualcuno mi ha rimproverata per non aver alzato abbastanza la voce contro lo sperpero di denaro pubblico da parte dei partiti, divenuto insopportabile dopo gli ultimi casi: Lusi e Lega Nord. Tutto ciò è grave, ma vi è qualcosa di ancora più grave. Non è, infatti, solo la gestione interna non pulita, il far incetta di voti senza scrupoli, le dichiarazioni talvolta davvero dissennate, i giochi di potere, il reticolo di concussioni, collusioni, corruzioni, non è solo questo che mette in evidenza l’inadeguatezza della classe politica italiana. Ciò che a me pare più colpevole è l’irresponsabilità  nelle politiche concrete per il Paese. E’ questo il danno maggiore.

Mi è capitato un giorno di trovarmi all’improvviso, quasi involontariamente, a constatare come, giorno dopo giorno, l’Italia è arrivata sull’orlo del precipizio: una somma di incompetenza, di disinteresse ai beni pubblici e di interesse a quelli privati, di superficialità  nelle scelte, di cedimento alle lobbies … che ha portato famiglie e persone alla povertà . Un’aggravante pesante perché non solo si è rubato nella misura scandalosa in cui lo si è fatto, ma si è sottratto e si sta sottraendo speranza di futuro alle giovani generazioni. Devo confessare che ho passato giorni di insofferenza sfociata spesso in intolleranza verso colleghi e collaboratori (purtroppo talvolta anche verso i migliori) e verso varie lobbies che mestano intorno al Parlamento. Che avrei dovuto dire se non vedevo via di uscita? Un’insofferenza aspra che mi ha permesso sì, di capire la insofferenza dei cittadini nei riguardi del palazzo, ma contemporaneamente mi ha paralizzata.

Ci è voluta una settimana e più per riuscire a liberarmi da quella prigione, per rimettermi a ricostruire relazioni positive, per ritrovare l’obiettività  nelle cose, per capire il senso di questa notte italiana. E quel senso un po’ comincio a intuirlo: tutto questo urlare al palazzo, questo affannarsi dei partiti per restituire il maltolto, per lustrarsi riducendo costi e poltrone, per giurare che si legifererà  sui partiti e sul sistema elettorale; ma anche, come cittadini, il rimetterci a pretendere e fare scontrini e pagare le tasse, la recessione, le restrizioni economiche, l’esser costretti ad eliminare il superfluo ed anche il necessario…  tutto ciò può agire come un lavacro collettivo e personale. E’ una sofferenza si, ma, se attraversata fino in fondo, può aprire una storia nuova. Anche ad una solidarietà  nuova. In tanti ripetono, dicono alla TV e scrivono, che è dalle crisi che emergono le novità . Lasciamoci, dunque, trasformare da questa grave crisi. Lasciamo, senza troppi commenti, senza tante parole, ma passando ai fatti, che ciascuna parte dimostri quanto sa rinnovarsi.

Su un punto credo si debba vigilare e contribuire: che nel 2013 l’Italia abbia un parlamento ed un governo all’altezza della situazione. In altre parole, che riforme della legge elettorale e della natura dei partiti (vedi testo base della discussione in corso alla Camera in prima Commissione . Proposta di legge di Castagnetti) siano effettivamente portate a termine nel  modo migliore, con la più larga condivisione e senza contrattare al ribasso. Lo sto facendo seguendo l’iter di tali riforme e lo farò intervenendo se potrà  essere utile.

Ne ho avuto un’occasione essendo stata invitata a firmare un “appello per il maggioritario di coalizione”. Condivido che gli elettori dovrebbero conoscere prima del voto persone e proposte di un governo, ma non ho firmato il documento perché, come ho espresso in una lettera aperta di risposta, è tempo di verità  sulla strada da seguire: fare una legge elettorale nuova, tornare al ‘mattarellum’ o aggiustare il ‘porcellum’. Non è più tempo di discutere o di tergiversare. Gli italiani avvertirebbero come il maggior tradimento dover rivotare con il porcellum tale e quale. Non si potrebbe dar loro torto se disertassero le urne. Ma dove finirebbe l’Italia? Sopravviverebbe una democrazia già  ammalata?

Sto anche insistendo sul fatto che la legge elettorale non possa essere fatta in una cantina da A+B+C o dai loro sherpa, ma debba essere discussa alla luce del sole. Essa, infatti, non può essere solo una norma tecnica, ma deve divenire un ponte dove cittadini e politica si possano nuovamente incontrare.

 M. Letizia De Torre, 15.04.2012

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