Regalità  che la Costituzione ci conferisce, responsabilità  da esercitare pienamente

italia“La crisi non è  ancora dietro le nostre spalle, ma abbiamo superato la sua fase più acuta e individuato la strada per uscirne (…) non era scontato che ci saremmo riusciti”.
“Non ci si lasci allarmare dalle tensioni che hanno investito nei giorni scorsi il governo Monti provocandone le dimissioni. Questo difficile passaggio verrà  superato: banco di prova del senso di responsabilità  e della vocazione europea di ogni forza politica sarà  il non mettere a rischio i progressi conseguiti dall’Italia attraverso sforzi intensi e sacrifici dolorosi”.
Non trovo parole migliori di queste del Presidente della Repubblica al corpo diplomatico, per esprimere la fase politica che viviamo in queste settimane in Italia.

Ed ora la palla, anzi la ‘sovranità ‘, passa a noi. A noi, come cittadini elettori che, se ci prepariamo con attenzione durante questi due mesi che ci distanziano dal voto di metà  febbraio e se lo esprimeremo con consapevolezza, potremo, pur in una situazione di democrazia debole, dire la nostra per indirizzare il Paese.

In queste ore l’elemento politico più delicato è l’attesa per le scelte di Monti. L’Europa gli chiede di continuare ad avere in mano le redini dell’Italia. E già  il fatto è insolito e significativo. Non, a mio avviso, un’ingerenza, ma la prova che tra Paesi siamo tutti legati e nessuno può permettersi più di cantarsela per conto suo. O, meglio, si potrebbe (e infatti ancora avviene nel mondo), ma al prezzo della pace e della sicurezza dei cittadini. L’Italia ha, dunque, nelle prossime elezioni una responsabilità  interna ed una internazionale ed europea, in particolare.

Nonostante i sondaggi siano a favore del Pd, la discesa diretta in campo di Monti cambierebbe radicalmente lo scenario. Ma il centrosinistra non può considerala una sciagura. Anzi è la fortuna di vedere, finalmente (!), un confronto tra leader entrambi amanti del bene pubblico, entrambi corretti, entrambi scevri da populismi, entrambi competenti.

Quello che non è immaginabile è uno scontro di cui Bersani e Monti neppure sarebbero capaci. Non è immaginabile anche perché l’Italia ha bisogno di entrambi. Ma proprio per questo serve trovare una via inedita per presentarsi agli elettori. Dovrebbe essere chiara e certa la base comune da cui ci s’impegna a non tornare indietro e da cui si parte per rimettere in moto l’Italia. Quei punti fermi possono dare sicurezza sul futuro profilo riformista del Paese. Questo vuol dire stabilità  finanziaria anche durante la campagna elettorale (in ottobre si è raggiunto il livello allarmante di 2.014 miliardi di debito pubblico italiano e basti immaginare quanto la non fiducia sull’Italia aumenterebbe gli interessi dei creditori, c’è chi dice che la differenza può arrivare a 50 miliardi l’anno).
Tale stabilità  risparmierebbe ai cittadini ulteriori fatiche.

Inoltre, poggiati su quella base comune, andrebbero forniti agli elettori elementi per capire – tema per tema – quali sono le differenti priorità  e quali sono le differenze tra le proposte per portare avanti l’agenda. Non è tempo di false promesse elettorali e i partiti devono sapere che gli elettori sono oggi, dopo le delusioni e la crisi, molto più capaci di riconoscere la verità  e di giudicare le capacità  e la tenuta reale dei partiti.

Ecco perché le elezioni 2013 potrebbero rivelarsi una chance per l’Italia. Provo a spiegarmi. Arrivano con la disgrazia di non aver una degna legge elettorale. E non ho più commenti: c’è solo da chiedere scusa al Paese.

Ma, nonostante ciò, potrebbero essere una chance per la qualità  dei contenuti e per lo stile politico. E’ quello che mi auguro. E’ ciò che conta per cambiare il Paese. E’ quello che ci aspettiamo come cittadini. E’ quello che noi come Italia possiamo dare all’Europa.

E i contenuti sono appunto quelli che potrebbero maggiormente emergere se i cittadini avessero davanti sia Monti che Bersani. Anzi sarebbero contenuti che si migliorerebbero nel confronto: portando il Pd su terreno più autenticamente riformista e l’agenda Monti a includere politiche di coesione sociale, di cui il Paese non può assolutamente fare a meno. Si potrebbero lasciare al passato concezioni novecentesche della sinistra e della destra e ci si potrebbe difendere meglio da interessi privati o di categoria oppure da tentativi di infiltrazioni mafiose, a cui la politica deve sapere fare muro.

Ma, ovviamente, tutti accoglieremo con rispetto qualsiasi scelta di Monti. Ritengo che  possiamo avere la fiducia che ciò che lo muoverà  sarà  il bene dell’Italia. Lo scenario di un confronto di qualità  e di un reciproco stimolo al miglioramento delle proposte per il Paese, che sopra ho delineato, può e deve comunque avvenire con i soggetti che saranno in campo e rappresenteranno, con o senza Monti, la sua agenda.

Devo vincere il timore a scriverlo (e anche la vergogna per il ‘porcellum’ che abbiamo lasciato in vita), ma vale di certo anche per l’Italia quanto Teilhard de Chardin diceva: “l’avvenire è migliore di qualsiasi passato.”

Mettiamo al bando i timori e rivolgiamoci alla Costituzione che parla della “sovranità  che appartiene al popolo”, sovranità  che è — e che dobbiamo far divenire — molto di più dell’espressione del voto. E’ una dimensione regale che la democrazia pone sul capo di tutti.
Stupendo capitale sociale e tremenda responsabilità  di ogni paese democratico.

(Letizia De Torre, 15 dicembre 2012)

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