Mariapoli, città di Maria, così il suo significato noto ormai in tante parti del mondo, definisce un incontro del Movimento dei Focolari, con persone, le più varie, che trascorrono insieme alcuni giorni. Giorni di profonda unione con Dio, di comunione, di condivisione, di distensione.
Questa “città magnifica”, come la definisce una vecchia canzone degli anni cinquanta scritta per quell’occasione da un gruppo di focolarini , nasce nelle valli dolomitiche di Primiero e di Fassa.
Nel ’49 Chiara Lubich trascorre un periodo di riposo tra le montagne del Trentino con una decina di focolarini e focolarine. A loro si aggiungono mano a mano famiglie, sacerdoti, religiosi.
Prima cinquanta, poi trecento, poi migliaia finché Â le Mariapoli ormai divenute internazionali, si diffusero nei cinque continenti.
In quegli anni salirono su quelle montagne per contribuire alla costruzione di una “città nuova”, molte persone da Roma, dove Chiara aveva portato già nel 1948, la novità della spiritualità dell’unità .
Moltissimi risposero generosamente a questa vita nuova e sempre più persone si strinsero intorno ai focolari e così famiglie, giovani, ragazzi, sacerdoti, religiosi formarono un’ardente comunità .
E’ intorno agli anni ’60 che Chiara sembra voler suggellare questo rapporto con uno scritto nel quale in poche righe delinea il programma per Roma:Â . . . . “fare di Roma una Mariapoli”: con l’amore evangelico, con la testimonianza, l’esempio e incendiare con l’amore quei luoghi dove Dio manca.
Un programma ardito, indubbiamente, che necessita di un continuo, tenace impegno personale e collettivo, di amore reciproco sempre nuovo e dichiarato, di passi fatti, di mete da raggiungere.
Perciò perché non perdiamo questo spirituale allenamento, il 2010 vede le sue Mariapoli per Roma sulle montagne abruzzesi, sui Prati di Tivo, sotto il Gran Sasso.
Dal 17 al 24 luglio per Roma Ovest e dal 24 al 31 luglio per Roma Est. Le informazioni dettagliate si trovano su questo sito per quanti vogliono partecipare e per chi non riuscisse vi terremo aggiornati on line. Tutti comunque ci sentiamo impegnati costruttori della “città nuova”.
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