CHIARA LUCE BADANO, 18 anni (1971-1990)
25 settembre 2010
Santa Messa con rito di Beatificazione
Santuario Madonna del Divino Amore – Roma
Una folla multicolore, con moltissimi giovani, ha partecipato al Divino Amore a Roma, alla beatificazione di Chiara Luce Badano. Provengono da ben 71 paesi: dall’Australia, alla Corea, al Pakistan, al Vietnam, alla Siria e persino dalla Russia e in oltre 20 mila, secondo i vigili, hanno seguito sulla spianata, mentre circa 5mila hanno partecipato alla cerimonia del santuario.
“Una ragazza dal cuore cristallino”, definisce Chiara Luce, mons. Angelo Amato, prefetto della congregazione delle cause dei santi nella sua omelia. “Una ragazza moderna, sportiva, positiva — continua – che in mondo ricco di benessere, ma spesso malato di tristezza e di infelicità ci trasmette un messaggio di ottimismo e di speranza”.
Ripercorre poi episodi semplici e quotidiani della vita a Sassello, densi però di una radicalità evangelica sorprendente: dalla merendina donata ai poveri, all’accoglienza del giovane disadattato e della signora emarginata, o ancora la testimonianza al bar con gli amici perché “non conta tanto parlare di Dio. Io lo devo dare con la vita”. E la sua vita diventa ancor più luminosa dopo la diagnosi dell’osteosarcoma e il doloroso percorso della malattia che la porterà alla morte. “Eccezionale, incredibile” sono gli aggettivi usati dai medici per definire la serenità , con cui affronta la perdita dell’uso delle gambe: ”Non ho più le gambe, ma il Signore mi ha dato le ali”. “Una ragazza, all’apparenza fragile, in realtà era una donna forte”, ha proseguito Amato. Una forza che attingeva dalla spiritualità del movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, con cui Chiara Luce ha avuto sin da piccola un intenso rapporto epistolare. Ed è alla Lubich che si deve il nome di Chiara Luce.
“E’ un momento storico, una conferma, da parte della Chiesa che la spiritualità dell’unità vissuta porta alla santità ” ha detto Maria Voce, attuale presidente dei Focolari. “E’ un nuovo impegno — ha aggiunto – Chiara Luce ci sprona a correre nella via della santità ”.
Mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui, diocesi dove ha vissuto Chiara Badano ha ringraziato il Papa per la beatificazione e ha ricordato le parole del pontefice durante il suo viaggio nel Regno Unito a proposito della santità come impegno che da senso pieno alla vita. “Che Chiara Luce aiuti giovani e meno giovani a puntare decisamente alla piena amicizia con Gesù”.
Sono 14 i vescovi che hanno concelebrato tra cui quello di Cuba e della Tailandia e i nunzi apostolici di Lituania e Giordania e il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Rappresentati anche vari movimenti dall’Azione Cattolica, S.Egidio, Rinnovamento carismatico, gli Scout, Schoenstatt.
Al termine della celebrazione un breve incontro di Maria Voce e dei genitori di Chiara Badano con la stampa. “E’ stata un’emozione grandissima, abbiamo un’infinita riconoscenza a Dio per averci dato una figlia”, così ha detto la mamma, Maria Teresa. E a proposito dei genitori che si trovano a vivere la loro stessa situazione ha ribadito: “Sono momenti di grande dolore, ma la consolazione può arrivare solo da Dio. E’ stata la forza dell’unità a sostenerci, una forza che non viene dall’unità tra noi due ma dalla potenza dell’unità sprigionata da tutte le persone del movimento”. E Maria Voce a proposito della prima beata del movimento ha precisato che Chiara Badano è “la prima beata riconosciuta dalla Chiesa. E la Chiesa ce la ridona per tutta l’umanità e per i giovani in particolare”.
beatificazione CHIARA LUCE BADANO
25 settembre 2010 – festa con chiara luce badano
8000 nell’Aula Paolo VI
12.000 in piazza San Pietro collegata con maxischermo
“Vorrei salutare tutti, ma in particolare i giovani. Questa esperienza vale per tutti, ma la vita lei l’ha offerta per voi, l’ha data per voi!”. Queste parole della mamma della neo-beata Chiara Luce Badano, sono state accolte con un lunghissimo applauso. E’ stato questo il momento più intenso della serata, ideata e realizzata dai giovani per i giovani.
L’Aula Paolo VI era gremita. 12.000 secondo la polizia, seguivano l’evento in piazza san Pietro collegata con maxischermo.
Una standing ovation aveva salutato i genitori di Chiara Luce quando sono saliti sul palco. Sorprendente la testimonianza di papà Ruggero: “Questi sono stati giorni specialissimi, ma quello che voglio dire adesso è che stando con Chiara abbiamo vissuto momenti eccezionali. Vivevamo in un’atmosfera che non si può spiegare. Questi due anni son stati i più belli della nostra vita, i più benedetti da Dio, perché Gesù ci faceva vivere in una dimensione soprannaturale che ci sollevava da terra. Come quando si sale sull’aereo, e dal finestrino si vede la terra, le nuvole. Tutti i nostri dolori e quelli di Chiara che erano ancora più grandi, li vedevamo laggiù, non ci toccavano. E’ stato il frutto dell’amore di tante persone che hanno pregato e ci hanno sostenuto.”
Gioia ed emozione hanno investito i presenti durante tutta la serata. E’ stata rivissuta in tre tappe la vita breve ma intensissima della giovane di Sassello, scomparsa a 19 anni, il 7 ottobre del 1990 dopo due anni di dolorosa malattia.
Nella prima tappa Life (vita) – 130 i giovani attori coordinati da 70 tecnici – hanno delineato, con musiche, coreografie, esperienze, servizi filmati, la nascita e l’infanzia di Chiara Luce che all’età di 9 anni aveva incontrato la vita del Vangelo, scelto come unico alfabeto della vita, così come è proposto dal carisma dei Focolari.
Nella seconda tappa Love (amore), la crescita e l’adolescenza fino all’incontro con Gesù Crocefisso e Abbandonato, l’amore più grande. Lo sviluppo dello spettacolo è stato arricchito da testimonianze di ragazzi di oggi che, come un controcanto, hanno evidenziato l’universalità dell’esperienza di questa loro coetanea. Marilisa ha raccontato la dolorosa esperienza della separazione dei suoi genitori e la riconciliazione con il papà dopo 7 anni di silenzi e rancore. Testimonianze arrivate anche da lontano, come quella di una ragazza giordana impegnata nel dialogo con i suoi coetanei musulmani, e quella di un giovane del Pakistan: «Proprio un anno fa — ha ricordato — avevamo mandato degli aiuti agli alluvionati nelle Filippine; ora siamo noi che, grazie alla generosità di tanti, abbiamo potuto portare generi di prima necessità a più di 700 famiglie».
In un filmato del 1989 Chiara Lubich ha proposto con decisione l’unità come l’ideale e Gesù Abbandonato la chiave per costruirlo. Il programma di vita di Chiara Luce. Risuonano nell’Aula le parole in una lettera alla Lubich: «Ho scoperto che Gesù Abbandonato è la chiave dell’unità con Dio, voglio sceglierlo come mio sposo e prepararmi quando viene. Preferirlo! ».
L’ultima parte della serata Light (luce), la più toccante e profonda, è stata dedicata alla malattia, all’avventura del farsi santi insieme. «Chiara ha impiegato 25 minuti a dire di sì. Poi si è voltata verso di me col suo sorriso di sempre, raggiante, con uno sguardo proprio pieno di luce. Non è più tornata indietro”. Così la mamma ha fatto rivivere il momento in cui Chiara ha avuto l’annuncio della gravità del male. Una testimonianza così luminosa che mons. Livio Maritano, già vescovo di Acqui che ha aperto nel 1999 la causa di beatificazione, ha affermato: «Noi siamo la Chiesa che insegna, ma a volte dobbiamo imparare dai nostri alunni».
Verso la conclusione è salita sul palco Maria Voce, la presidente del Movimento dei Focolari. Le sue parole interpretavano il comune sentire di quella folla di giovani: “Adesso partiamo arricchiti e desiderosi di cose nuove, di cose grandi. Abbiamo vissuto momenti forti, fortissimi. Insieme. Abbiamo scoperto una cosa bellissima: che tutto può cambiare: i nostri rapporti, il nostro modo di affrontare le gioie e i dolori anche quando si presentano d’improvviso, con un volto tragico, che possiamo far nascere una rivoluzione. Ha un nome: amore. Partiamo con questa forza nuova nel cuore”. Parole accolte con lunghi applausi.
Suggestivo lo spettacolo offerto da Piazza San Pietro. Migliaia di candeline accese con i giovani seduti anche in terra, in un profondo silenzio. Singolare vedere gli addetti alla sicurezza e i pompieri seguire con attenzione e con il libretto dello spettacolo quanto avveniva sul palco.
Un’esperienza eccezionale quella vissuta durante la serata che è andata al di là del colonnato del Bernini, di quell’Aula vaticana, nei 5 continenti grazie a internet e i collegamenti televisivi. Un’esperienza che sta correndo sulle vie dei social network.
CHIARA LUCE BADANO, 18 anni (1971-1990)
25 SETTEMBRE 2010 – BEATIFICAZIONE
“Chiara Badano, una luce per tutti”
Così il Papa all’Angelus
in collegamento con la Basilica di San Paolo fuori le Mura
A conclusione
della solenne Concelebrazione di ringraziamento
presieduta dal Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone
per la beatificazione della giovane di Sassello
Concelebranti: tre cardinali, quindici vescovi e duecento sacerdoti
Circa 11 mila partecipanti
“Solo l’Amore con la A maiuscola dà la felicità . Lo dimostra una giovane, Chiara Luce Badano che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce”. Sono parole di Papa Benedetto XVI all’Angelus, risuonate nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove si era appena conclusa una solenne concelebrazione di ringraziamento, presieduta dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. “I giovani possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana”, a dimostrazione che “il suo Amore è più forte del male e della morte”. “Ringraziamo la Vergine Maria — ha aggiunto — che conduce i giovani anche attraverso le difficoltà e le sofferenza ad innamorarsi di Gesù e a scoprire la bellezza della vita”. Parole accolte dagli oltre 10.000 presenti in Basilica con un lunghissimo applauso.
àˆ questa la terza ed ultima tappa delle celebrazioni, dopo il rito di beatificazione, ieri pomeriggio al Santuario del Divino Amore e la serata—festa all’Aula Paolo VI, in collegamento con piazza San Pietro.
Il card. Bertone – alla presenza di 3 cardinali, 15 vescovi, e 200 sacerdoti concelebranti — ha fatto una confidenza: “Ritornando dal viaggio in Gran Bretagna con il Santo Padre, seduto accanto a lui in aereo abbiamo parlato di Chiara Luce Badano e mi ha detto che questa nostra Beata è un esempio da valorizzare per i giovani”. Il cardinale poco prima aveva richiamato la consegna di Chiara Luce ai giovani: “Io non posso più correre, ma vorrei passare la fiaccola, come alle Olimpiadi”. “La vostra partecipazione — ha detto il porporato – è il segno che avete accolto questa consegna”. E qui ha richiamato l’invito di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della Gioventù dell’agosto ’89: “Giovani, non abbiate paura di essere santi! Volate ad alta quota”.
Il Segretario di Stato nella sua omelia ha ripercorso i tratti salienti della vita di Chiara Luce. Una fede ferma e costante nell’amore di Dio che si riflette nell’amore verso il prossimo; una vita gioiosa, piena di interessi e di sane amicizie; una precoce maturità cristiana dimostrata nel suo saper affrontare in maniera eroica e consapevole la malattia e la morte. Parla dei fattori che hanno contribuito alla sua formazione. La famiglia, prima di tutto che “ha svolto perfettamente il suo compito educativo”, così come la comunità ecclesiale e l’ambiente sociale di Sassello. “Nella storia e nella formazione di Chiara Badano, – ha aggiunto – il Movimento dei Focolari ha svolto un ruolo essenziale”. All’interno del Movimento, conosciuto all’età di nove anni, Chiara “ha fatto una progressiva e forte esperienza comunitaria di vita cristiana”, e “ha imparato ad approfondire il suo rapporto personale con Dio”, fino a vivere l’ultima straordinaria tappa della sua vita che ha dato compimento alla sua scalata verso la santità .
Da una Gmg ad un’altra, dal 1989 al 2011. Chiara Badano, conclude il segretario di Stato, è stata ed è un esempio che dà concretezza alle parole del recente messaggio del Papa ai giovani per la GMG di Madrid: “Spesso la Croce ci fa paura, perché sembra essere la negazione della vita. In realtà , è il contrario! Essa è il “sì” di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna”.
Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, nel suo ringraziamento finale, non può non ricordare con profonda commozione che era stato proprio in San Paolo, che era stato dato l’ultimo saluto a Chiara Lubich, il 18 marzo 2008. “Queste due celebrazioni – ha aggiunto – si fondono in una sola. Da questa Basilica la testimonianza che Chiara Luce ci ha dato viene rilanciata a tutti. Ora tocca a noi”. Parole simboleggiate anche dall’immagine di un giovane, che a conclusione della celebrazione, ha preso in consegna una fiaccola, per continuare la corsa con Chiara Luce.
In ultimo una sorpresa: il card. Bertone ha consegnato a Maria Teresa e a Ruggero, i genitori di Chiara Luce, una benedizione speciale di Papa Benedetto per il loro prossimo 50° anniversario di matrimonio. La Basilica esplode in un applauso che da solo dice il grazie ai due coniugi la cui testimonianza è un esempio per tutti i genitori.
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