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           Il 15 agosto 2011, giorno della festa dell’Assunta, Ennio Buccomino, focolarino sposato della zona di Roma, è arrivato in Cielo dove sarà stato accolto da Maria, che lui tanto amava.
Nato nel 1936 a Spinazzola (Bari) aveva conosciuto il Movimento dei focolari nel ’59.

In una sua lettera a Chiara Lubich così diceva: “…Venni in Mariapoli a Fiera di Primiero e lì ricevetti la cresima. Come regalo per quel giorno di festa mi fu dato il libro di Meditazioni, appena uscito. Ti salutai appena e mi firmasti il libro. Ero contento”.
Ennio, avendo trovato lavoro a Pescara, vi si era trasferito e nel 1962 si era sposato con Pina; dal loro matrimonio sono nati 3 figli. Nello stesso anno maturava in lui la vocazione al focolare. Poi si era trasferito a Roma con la sua giovane famiglia, lasciando l’ottimo lavoro e l’ambiente nel quale si era perfettamente inserito, per assumere la responsabilità dell’ufficio commerciale dell’Editrice Città Nuova, dove resterà per circa 40 anni. L’Editrice era allora ai primi anni di attività ed Ennio ha dato un contributo importante dal punto di vista professionale e spirituale.
Per motivi di lavoro aveva contatto con molte persone e per il suo tipico approccio intelligente e competente si guadagnava la stima di tutti. Con tanta pazienza, ha saputo affrontare talvolta situazioni complesse e sofferte. «Di lui — testimonia un focolarino — mi colpiva la pacatezza con cui viveva gli eventi della vita. A volte era come se nulla lo sfiorasse, come se lui,… ben cosciente di tutto, avesse il cuore altrove, di chi sa che tutto passa e che solo Dio resta. Il suo amore radicato in Dio, che lo sosteneva nelle difficoltà quotidiane, dava pace».
Anche nella vita di focolare si è distinto per la sua maturità umana e spirituale; costruiva l’unità con umiltà e sapienza e amava ciascuno così com’era, senza pretendere nulla. In lui spiccava un amore speciale per Maria. Quando anni fa aveva avuto un grave incidente stradale raccontava: «Mentre l’auto carambolava e si girava più volte pensavo che quando moriamo ci viene incontro la Madonna…».
Negli ultimi anni segnati dalla malattia Ennio ha progredito in modo straordinario nel Santo Viaggio, con la chiara coscienza della propria fragilità umana rispetto alla grandezza della chiamata: «Gesù abbandonato è sempre così nuovo e sconcertante…, sarò fedele fino alla fine ai vari volti con cui si presenterà ?». E così è stato! Ennio è rimasto sereno grazie al suo costante sì a Gesù, e “grazie all’amore di chi mi sta vicino”, come lui diceva. Alcuni giorni prima della sua partenza confidava: «La Madonna mi aiuta a non turbarmi e ad essere nella sua pace, La sento vicina….».
Preghiamo per Ennio che ora, nel seno del Padre, intercederà per la sua famiglia e per tutti noi, ancora in cammino.
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