
LA CRISI NON PASSERA’
Proposte per una convivenza fraterna e cristiana.
Roma Città Reciproca
Tredici realtà ecclesiali radicate dentro Roma sul fronte della emarginazione urbana scelgono di fare rete, laboratorio, sinergia. E raccontarsi con voce unitaria.
Un convegno come quello di oggi – proposte per una convivenza fraterna e cristiana – non è accademia, è urgenza. Raccontata da chi ha alle spalle decenni – e per alcuni carismi antichi secoli – di impegno tra disabili e senza fissa dimora, col popolo delle mense e tra i drammi dagli immigrati clandestini. Perché questa crisi non passerà tanto presto, e se a pagarla sono i soliti anelli deboli della catena, stavolta è la stessa coesione sociale della città ad essere a rischio. Tra un po’ salta il banco, e il Convegno di oggi è un avviso ai naviganti molto chiaro.
Piero Damosso – noto giornalista del Tg1 RAI – modera con stile partecipe ed appassionato. Sottolinea, rilancia, aiuta a chiarire. Perché organizzazioni diverse per sensibilità e range di azione hanno scelto di agire “reciprocamente? chiede. Non certo per creare un’altra lobby, ma per mettere in luce le specifiche capacità di ciascuno. Ed è palese, la stima reciproca, preziosa per rispondere a povertà antiche e nuove e ormai “intrecciate” con modalità integrata.
Stanno nascendo alleanze, progetti comuni. Sentite questa. Esiste da due anni la “Casa dei papà ” —della Compagnia delle Opere più Opera Don Calabria – con una ventina di monolocali a disposizione di quei padri che, rimasti, soli e senza una casa dopo una separazione, possono abitarli per un anno per vedere i loro figli, e riorganizzarsi la vita in attesa di tempi migliori.
La mattinata si snoda veloce. Si comincia con le analisi. Ed i numeri parlano, eccome! Uno per tutti, sono 709.000 i minori nel Lazio – record italiano – di cui 10% a rischio povertà . Il 28 % degli anziani vive da solo. E via così.
Poi arrivano le narrazioni: esperienze offerte senza un filo di retorica, ma non senza espressioni forti. “Non siamo nati per fare i barellieri della Roma che perde pezzi” – Mons. Feroci della Caritas – ma piuttosto siamo “come quei cani randagi che fiutano i guai prima che arrivino all’orizzonte”, colorita espressione di don Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco, primo tra i promotori di Roma Reciproca, “…guai che cerchiamo di parare, a volte ostacolati dal fuoco amico…”.
Enrico Giovannini, Presidente dell’ISTAT esordisce con un “mia moglie al mattino mi chiede sempre: oggi che brutte notizie date?” E come darle torto, se suo marito parte con una analisi della situazione economica italiana a dir poco deprimente? Siamo tutti davvero più poveri, il rischio usura è fortissimo, le leggi di mercato strozzine, le regole sociali disgregate, il futuro fa paura, “ma che razza di società stiamo preparando ai nostri ragazzi”? E se poi cita Woody Allen per stemperare “ma perché devo occuparmi delle generazioni future: cosa hanno fatto per me?” si augura che almeno sia la fragilità della generazione presente a farci cambiare rotta.
Quando passa poi a declinare i macro-guai mondiali dentro la Roma di oggi – perché questa è la cifra del Convegno, indicare problemi e soluzioni dentro la città – il quadro non migliora. “Sapete bene che a Roma le mense per i poveri sono piene di italiani che non sbarcano più il lunario, vero?” Eppure conclude (e ne sarà lieta la moglie) dicendo che riparte con ottimismo, ha udito cose molto belle, e se ne esce con un apprezzamento molto deciso.
Anche la posizione della Chiesa romana, che oggi parla con la voce del Cardinal Vallini, è chiara. Cita Bauman, i poveri sono visti solo come un peso, un buco nero, un cattivissimo investimento. E invece no! Non può essere, sono nostri fratelli. E pazienza se Roma non ha e mai ha prodotto grandi teologi, almeno che mantenga il suo primato della carità e della accoglienza. Anche da lui un fortissimo incoraggiamento verso “Roma Reciproca”.
La seconda parte – interviste con 4 dei protagonisti che per aree tematiche esprimono tutte le 13 realtà – fornisce altre luci, storie, fatti. Il Convegno assume lo spessore di una lezione magistrale di sociologia urbana. Emerge una visione culturale, un progetto. Lavorare dentro la città oggi vuol dire “porsi nel punto di crisi, ma anche di resurrezione della nostra società ” (Chiara Lubich).
Vuol dire abbracciare ciò che fa male, e sentirlo proprio. Vuol dire convincersi che una ferita nel corpo sociale uccide l’intero organismo, perché siamo uno, perché siamo legati. “Non è giustizia dare in parti uguali a persone diseguali” (Don Milani). “Non posso ferirti senza farmi male” (Ghandi). Ma oltre ad un progetto, qui c’è un’anima.
“Vorremmo testimoniare che mettere amore e passione dentro questa Roma – invisibile, indecente, notturna, città dolente, che scandalizza, che scoraggia, degradata, sotterranea, ferita – vi farà sperimentare il paradosso di un Vangelo vero, di un amore che ritorna”.
“Abbiamo bisogno di voi”. Ci piacerebbe coinvolgervi di più. Aspettiamo rinforzi, perché non si arriva. E chi verrà a darci una mano troverà gente ferita, ma bella. Disperata, ma pronta a ricominciare. Uomini e donne con storie durissime, ma che aspettano noi per ritrovare dignità . Molte di queste persone vi ruberebbero il cuore, se le conosceste, a patto di guardarle con occhi nuovi! Questa è la voce dei tanti volontari – donne, uomini, ma anche giovani – che lavorano per “questa Roma”.
A questo punto Piero Damosso chiude il Convegno con l’idea più bella. “Ma perché non raccontare tutto questo agli studenti delle scuole? Perché non ci inventiamo presto un modo per coinvolgerli – questi nostri ragazzi e ragazze nella fase decisiva della ricerca di senso – in questo impegno concreto dentro Roma?”. Forse proprio questo potrebbe essere il prossimo futuro di Roma reciproca.
Roma Reciproca. Proposte per una convivenza fraterna e cristiana. Auditorium Parco della Musica. 23 giugno 2012.
Aderiscono al progetto: Comunità di Sant’Egidio, Acli, Opera Don Guanella, Opera Don Calabria, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Centro Astalli, Borgo ragazzi Don Bosco-Salesiani, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Movimento dei Focolari di Roma, Comunità di Capodarco, Associazione Società San Vincenzo de’ Paoli. Con il coordinamento della Caritas Diocesana di Roma.
Riccardo Bosi
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COMUNICATO STAMPA
LA CRISI NON PASSERA’.
Le organizzazioni cattoliche aderenti a “Roma Reciproca” si confrontano per una proposta di convivenza fraterna e cristiana nella città Capitolina.
Aprirà il convegno il cardinale vicario Agostino Vallini. Interventi di Enrico Giovannini (presidente Istat) e Carla Collicelli (Censis)
Sabato 23 giugno, ore 9.30
Auditorium Parco della Musica — “Sala Petrassi”
Roma — Mentre la crisi semina paura e minaccia di non risparmiare nessuno, 13 organizzazioni cattoliche, impegnate nel sociale e nella lotta all’emarginazione, lanciano la proposta di una Roma fraterna e cristiana.
E lo fanno, insieme al Cardinale Agostino Vallini, vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, con un convegno all’Auditorium Parco della Musica, sabato 23 giugno 2012, a partire dalle ore 9.30. Interverranno, nella prima parte della mattinata, il cardinale Agostino Vallini (vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma), monsignor Enrico Feroci (direttore della Caritas diocesana di Roma), Enrico Giovannini (presidente Istat), Carla Collicelli (vice direttore generale del Censis); nella seconda parte, Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, dialogherà con i protagonisti di “Roma Reciproca”. Coordina i lavori Piero Damosso (Tg1 — Rai).
Una “voce” unitaria in un momento di generale disorientamento, di relativismo, di divisione sociale, per sollecitare tutti alla solidarietà e alla reciprocità , mentre si fa sempre più ossessivo l’allarme povertà , tra nuove emergenze sociali e vecchie domande di aiuto.
Roma Reciproca, ha spiegato il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, “è un’esperienza di comunione davvero innovativa, per rispondere ai problemi sociali, per reagire a questo stato di crisi che sta colpendo la nostra città , in uno spirito di collaborazione e dialogo totalmente nuovo che mai si era proposto prima, nel rispetto della vocazione di ciascun aderente».
Questa crisi non passerà e ancora molti saranno minacciati dall’indigenza: la pensano così tutti i responsabili delle organizzazioni aderenti a Roma Reciproca. Perché questa crisi, in quanto figlia dell’egoismo, del morbo dell’”io”, ha oscurato le ragioni del vivere comunitario. Una situazione paragonabile al gioco d’azzardo, quando il giocatore rilancia nell’illusione di vincere facile e trarre vantaggio senza accorgersi di avere già perso tutto.
Il convegno vuole fare emergere come prima proposta la capacità di ciascuno di farsi fratello l’uno dell’altro, nello stesso spirito che anima l’esperienza di Roma Reciproca, un vero e proprio laboratorio di scambio, solidarietà e condivisione tra persone che appartengono a realtà non profit di ispirazione cristiana, tra loro molto diverse per carismi e storie.
Occorrono nuove priorità valoriali per uscire da questi disagi; attendere che la crisi passi è quanto mai inutile e addirittura dannoso per l’intera società .
A Roma Reciproca aderiscono Comunità di Sant’Egidio, Acli, Opera Don Guanella, Opera Don Calabria, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Centro Astalli, Borgo Ragazzi Don Bosco, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Movimento dei Focolari (Roma), Comunità di Capodarco di Roma, Associazione Società San Vincenzo de’ Paoli.; organizzazioni che — con il coordinamento della Caritas diocesana di Roma – hanno ritenuto utile mettere in sinergia le singole ispirazioni ed esperienze, per dare un’anima a Roma, per renderla più solidale e attenta alle persone più emarginate, ora più che mai in aumento.
Roma, 21.06.2012
INFO STAMPA
Alberto Colaiacomo — 335.1817131 — alberto.colaiacomo@caritasroma.it
Emiliano Fiore — 3488022793 — ufficiostampa@capodarco.it
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