Inizia nel primo pomeriggio, accolto nella “città dei ponti”, teatro e cornice ideale dell’evento.

Sono ormai giunti a Budapest i 12.000 che fra qualche ora daranno il via al Genfest 2012, in collegamento con quanti nei loro Paesi seguiranno l’evento grazie a una diretta televisiva satellitare mondiale, ripresa da 4 televisioni nazionali e regionali, una diretta streaming in 8 lingue (http://www.genfest.org/live), una web TV, 7 canali ufficiali di Facebook in 7 lingue e altri social network.
L’aria per le strade di Budapest è di festa, di amici che si ritrovano finalmente dal vivo e non più solo in rete.
Il Genfest in numeri – 104 le nazioni rappresentate: quasi 8500 dall’Europa (3700 dell’Europa Orientale), 850 dall’Asia, 1300 dalle Americhe, un centinaio dall’Africa e un piccolo gruppo anche dall’Oceania; 250 dal Medio Oriente. Due terzi sono cristiani di diverse chiese, circa cento sono i giovani che appartengono ad altre religioni, consistente il numero di quanti provengono da altre culture. Il Genfest sarà tradotto in 27 lingue.
Il programma che si apre oggi pomeriggio è stato preceduto da alcuni eventi nella città di Budapest. Stamani al Parlamento ungherese è stata accolta una delegazione internazionale del Movimento dei Focolari, per la metà giovani, con la presidente Maria Voce. Presenti anche Katalin Bogyay, presidente della Conferenza Generale dell’UNESCO, il cardinale di Budapest e il nunzio, il vescovo luterano, l’ambasciatrice italiana in Ungheria.
Il ministro degli Affari Esteri Martonyi Jà nos ha rivolto un messaggio di benvenuto: “Le sfide sono globali, ha detto, la risposte sono universali, legate ai valori universali. (…) A tutti i livelli constatiamo la cultura del sospetto, dell’odio. A questo bisogna rispondere con la cultura dell’amore. (…) Grazie ai 12.000 che hanno portato qui questa straordinaria iniziativa. Attraverso il loro amore, riscopriamo il nostro”.
Nel pomeriggio di ieri si è svolta l’inaugurazione dell’ “angolo della fraternità ”, un angolo in un giardino pubblico nel cuore della capitale che i giovani hanno voluto e realizzato essi stessi, con la collaborazione del comune di Budapest. L’intento: lasciare una traccia nella città del messaggio che dal Genfest 2012 partirà per il mondo. “Vogliamo dare speranza alla nostra città ” ha detto Rita, ungherese di 25 anni , davanti alle autorità e a una colorata folla di diverse centinaia di giovani.
Ieri sera oltre 4.000 persone hanno assistito al musical “Streetlight” del gruppo internazionale Gen Rosso. Sul palco con gli artisti, si sono esibiti 120 teen agers ungheresi, a conclusione di un workshop di 2 giorni.
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