Famiglie del Movimento dei Focolari accolgono a Roma i giovani di Taizé
“Avanza sulla tua strada, perché esiste solo quando cammini”, un motto, un leit motiv alla base della 35a edizione europea del Pellegrinaggio della Fiducia organizzato dalla comunità di Taizé. Un appuntamento annuale che vede protagonisti numerosi giovani. Questa volta ad accogliere i 40mila ragazzi provenienti da tutti i Paesi dell’Europa e non solo è stata Roma. Cinque giorni intensi di preghiera e incontri, infatti “il pellegrinaggio della fiducia — spiegano alcuni giovani — è innanzitutto un incontro, con Cristo risorto e con gli altri. Grazie alla preghiera comune, ognuno si rende disponibile a Dio. E attraverso la condivisione e l’ospitalità , tutti accettano di superare le frontiere e le differenze per accogliersi e arricchirsi gli uni gli altri”. Spesso ad ospitare i giovani sono famiglie. Per lo più si cerca di mettere in contatto persone di Paesi che un tempo sono stati in guerra. Il senso dell’appuntamento annuale è quello di “comprendere — spiega Frère Alois, attuale responsabile di Taizé — sempre più profondamente questa realtà : tutti gli esseri umani costituiscono una sola famiglia e Dio abita ogni persona, senza alcuna eccezione”.
Anche diverse famiglie del Movimento di Roma hanno accettato la sfida di accogliere alcuni giovani. Una coppia di volontari molto anziani ci scrive: “una mattina prima di Natale — racconta Giovanna —, uscendo dalla chiesa incontriamo due amiche della parrocchia organizzatrici dell’incontro dei giovani di Taizé. Erano preoccupate perché la parrocchia doveva ospitare 140 ragazzi e le strutture religiose del quartiere avevano respinto l’accoglienza per vari motivi. A mio marito, è venuto in mente che poteva parlare lui con la superiora delle suore che dovevano ristrutturare la casa e quindi avevano detto di no all’accoglienza dei giovani. Il giorno dopo la madre superiora offre la disponibilità per 10 persone.
Veramente — continua il racconto Giovanna — sono poche, ma meglio di niente. Soltanto che il problema è diventato ancora più serio perché anziché 140 ne hanno mandati altri 100 in più.
Il giorno dell’arrivo dei giovani, in casa nostra verso le 20,30 arriva una giovane coppia accompagnata da due responsabili della parrocchia; chiedo come vanno le accoglienze e… con grande sorpresa scopro che le suore avevano accolto ben 100 giovani.
Con i due polacchi che ho ospitato, al’inizio è stato un po’ difficile capirci, ci aiutavamo con il loro dizionario, ma poi l’amore fa miracoli ed apre gli orizzonti.
Ci parlavamo tramite internet, lui scriveva in polacco e poi c’era la traduzione in italiano.
Quando sono partiti, con loro è partito anche un pezzetto del nostro cuore”.
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