Due appuntamenti. Un’unica domanda: che mondo vogliamo costruire?
I giovani di Ut Omnes (Scienza Politiche LUMSA – Roma) portano al Villaggio per la Terra due talk tra riflessione e racconto, capaci di parlare a tutti.
Europa, identità e futuro.
Un viaggio dentro l’Europa di oggi: tante lingue, culture, fedi… un unico mosaico ancora da costruire.
I ragazzi ci provocano: siamo davvero cittadini europei? E soprattutto, possiamo sentirci cittadini del mondo?
Ammazza che Roma! – Politica e fraternità
Dalle origini di Roma, tra miti e contraddizioni, fino a oggi: un racconto semi-serio per scoprire come anche la violenza può trasformarsi in un progetto di fraternità.
Un modo nuovo per guardare alla politica, partendo dalla storia.
In scena giovani, musica dal vivo e pensiero vivo
Un’esperienza che unisce parole, arte e visione.
Due talk diversi, un’unica direzione: superare confini, costruire relazioni, immaginare insieme il futuro.
📍 VENERDÌ 17 – Piazza 17 (ore 15:00–16:00) MADRE TERRA EUROPA

L’Europa non è un pezzo del mondo, ma una sua fedele riproduzione in miniatura. Sulla Terra vi sono tante lingue? Pure in Europa. Sulla Terra vi sono tante culture? Pure in Europa. Sulla Terra vi sono tante fedi religiose? Pure in Europa. E tutti i processi che attraversano il pianeta hanno origine, o prima o poi fanno tappa, in Europa.
L’Europa è un crocevia del mondo intero e costruire il mosaico della cittadinanza europea significa, di conseguenza, sostenere l’esigenza di una cittadinanza globale.
Perché partecipare?
Ascoltiamo i giovani. Sintonizziamoci con le loro esigenze generazionali. Da loro proviene un grido d’allarme, di fronte al dilagare dei nazionalismi esasperati. La cittadinanza europea è poco percepita. Ci sentiamo italiani, francesi, tedeschi, polacchi… ma a fatica, e solo in seconda battuta, ci sentiamo di aggiungere che siamo anche cittadini europei. Perché? In modo provocatorio, i giovani di “Ut omnes” ci accompagneranno nel mondo delle loro speranze e delle loro ricerche, volte al superamento degli steccati artificiali fra gruppi, popoli e nazioni che impediscono l’innesco di una dimensione cosmopolitica dell’esistenza umana.
Siamo cittadini d’Europa e, quindi, cittadini del mondo.
“Madre-Terra-Europa
Cosmopoliti di tutto il mondo, unitevi!
L’Europa non è solo un continente.
È un piccolo esperimento di mondo.
Tante lingue? Ci sono.
Tante culture? Ci sono.
Varie fedi? Anche.
E allora la domanda è semplice:
perché facciamo ancora fatica a sentirci cittadini europei?
I giovani di Ut omnes partono da qui.
E non lo fanno in modo accademico.
Lo fanno in modo diretto. Anche un po’ scomodo.
Perché oggi il rischio non è solo dividersi.
È non accorgersi nemmeno di essere già divisi.
Nazionalismi che crescono, identità che si chiudono,
e un’idea di Europa che resta spesso sullo sfondo.
Questo incontro è un invito a cambiare prospettiva.
A guardare l’Europa non come un’etichetta,
ma come un passaggio verso qualcosa di più grande:
una cittadinanza che non si ferma ai confini.
Perché partecipare?
Per ascoltare i giovani.
Per capire cosa vedono loro che noi spesso non vediamo.
Per entrare in un pensiero che non separa, ma collega.
Siamo cittadini d’Europa.
E quindi, inevitabilmente, cittadini del mondo“
📍 DOMENICA 19 – Terrazza del Pincio (ore 10:00–11:00)

Viaggiamo nel tempo fino al 21 aprile 753 a.C., nascita di Roma: una storia che nasce dal fratricidio.
Scopriremo, in modo semi-serio, come la politica abbia trasformato la violenza in un progetto di fraternità.
A cura di Ut Omnes: Ilaria Romano, Gabriele Angelucci, Mia Millington, Federico Caiano, Francesco Lista, Primavera Romanelli, Michele Giampietro, Sofia Bruno e Ilaria Trolese.
E con Ondina Furnari (violino), Ferdinando De Simone (viola), Claudio Cirillo (chitarra e voce).
Supervisione scenica di Stefania Bogo.
Organizzazione artistica di Azienda Creativa Artèteca.
Ammazza che Roma!
Un viaggio semi-serio nella storia… mica tanto tranquilla
a cura dei giovani di Ut omnes
Roma nasce male.
Molto male.
21 aprile 753 a.C.
Romolo uccide Remo.
– Inizio perfetto, no?
Da lì in poi:
fratricidi, tradimenti, violenze, lotte di potere.
Insomma, la storia dei primi re di Roma
non è esattamente una favola per bambini.
E allora la domanda è inevitabile:
– com’è possibile che da lì sia nata una civiltà così grande?
I giovani di Ut omnes provano a rispondere.
E lo fanno a modo loro:
con uno sguardo semi-serio (ma neanche troppo).
L’idea è semplice e potente:
– Roma è diventata grande
non perché era perfetta,
ma perché ha provato a curare le ferite della fraternità.
La politica, allora, non era solo potere.
Era – o provava a essere –
uno strumento per rimettere insieme ciò che si era spezzato.
– E oggi?
Forse la domanda vera non è
“chi ha ragione”
ma:
– quanto la politica è capace di costruire fraternità?
Perché partecipare?
Per guardare la storia con occhi nuovi.
Per ridere un po’ (perché serve).
Per pensare un po’ di più (perché serve ancora di più).
– Ammazza che Roma…
ma forse qualcosa da imparare ce l’ha ancora.
Ut Omnes – L’unità come destino del cosmo
Ut Omnes è un gruppo di giovani studenti della LUMSA di Roma che unisce studio, ricerca e impegno politico per interrogare il presente e immaginare il futuro.
Attraverso talk, performance e momenti di condivisione, trasformano temi complessi – identità, cittadinanza, politica, fraternità – in esperienze vive, accessibili e coinvolgenti.
Il loro lavoro nasce da una domanda semplice ma radicale:
come possiamo abitare il mondo insieme?
Con uno sguardo aperto e provocatorio, Ut Omnes mette al centro la voce delle nuove generazioni, creando spazi di dialogo capaci di superare confini, stereotipi e divisioni.
Non solo parole o slogan, ma presenza, relazione e pensiero europeista in movimento.