Esperienza di D.

Dall’età  di 19 anni, da quando ho iniziato a frequentare l’Università , ho sempre abbinato il lavoro allo studio. Lo scorso anno, in particolare, mi sono trovata a svolgere un’attività  di segreteria e di archiviazione presso una nota multinazionale.

In realtà , questo lavoro arrivava in modo del tutto inaspettato giacché nell’annuncio ricercavano soltanto 4 persone, che fossero peraltro già  laureate (e io in quel momento dovevo ancora discutere la tesi!)

Così quando ho poi scoperto che mi avevano scelta, nonostante il fiume di persone che si erano presentate al colloquio…. Beh, è stata una bella sorpresa!

Ma l’entusiasmo per l’incarico e il bel feeling che si era creato fin da subito anche umanamente con i miei colleghi ha iniziato ad essere “minato” dal clima che l’azienda imponeva…. La legge del più forte!

I capi stessi invitavano ad essere sul posto di lavoro l’eccellenza, primeggiando però anche a costo di mettere in cattiva luce gli altri.

Se da una parte questo sistema non di collaborazione ma di disunità  alimentava il cattivo umore e il senso di insoddisfazione di tutti i colleghi, dall’altra nessuno voleva mettere in discussione il proprio posto di lavoro.

Dopo un po’ di tempo, un pomeriggio la mia responsabile mi chiama nel suo ufficio. Mi dice che si è accorta che cerco di mantenere sempre una bella atmosfera nel mio reparto, cercando addirittura di dare una mano quando qualcuno è indietro o in difficoltà . Mi prospetta rispetto ai neoassunti un’ottima possibilità  di crescita professionale, dicendomi però che se voglio far carriera devo bandire tutti i miei bei principi, molto belli su San Francesco o Madre Teresa ma molto poco applicabili se si vuole diventare qualcuno. A me dunque la scelta!

Mettersi in gioco non era semplice, ma nel cuore sentivo che ciò che vale nella mia vita è Dio e che il solo rispetto umano alle lunghe lascia il vuoto nell’anima…

Così mi sono buttata e le ho risposto che non erano i miei principi a doversi piegare a quel lavoro, ma che quel lavoro probabilmente non rispettando i valori in cui credo non era adatto a me! E’ stato un momento molto bello e forte di dialogo… in cui lei, il capo, ha iniziato a piangere! Mi ha spiegato che in un certo senso si rivedeva in me, ma che la vita, gli incontri e il lavoro l’avevano dirottata in tutt’altra parte…. Lontano da ciò che realmente è!

Alla fine mi ha anche detto che trovava questa visione tanto insolita per il mondo di oggi ma che era proprio questo che si augurava per il bimbo che aspettava!

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